Nella Capitale sale il livello di allerta a causa del dilagare del fenomeno della truffa delle tre campanelle per le vie del centro storico: a gestire il business, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, sarebbero almeno cinque bande, che si contendono le migliori e più redditizie piazze in una lotta costante e senza esclusione di colpi, e non solo in senso lato.
A riportare l’attenzione e a innalzare il livello di guardia c’è soprattutto il recente episodio avvenuto nei pressi di Fontana di Trevi, dove due gruppi di truffatori hanno dato vita a una furiosa rissa per il controllo del territorio provocando la fuga e il ferimento di alcuni dei numerosi turisti che affollavano la zona compresa tra piazza di Trevi e via del Lavatore. Un episodio inaccettabile sul quale sta tuttora indagando la polizia locale. Ecco il perché dell’intensificarsi dei controlli da parte delle autorità.
Che ci sia una sorta di racket dietro il fenomeno in nuova espansione pare certo, e a dare un’ulteriore conferma, come riferito da Il Messaggero, è un video che riprende i criminali intenti a spartirsi i proventi della truffa in via dei Serviti, proprio nei pressi di Fontana di Trevi. In un filmato risalente alle 15.00 della scorsa domenica 17 maggio, si vedono chiaramente i malviventi con in mano banconote per centinaia di euro suddividere il bottino, ottenuto soprattutto prendendo di mira i turisti, di certo più ignari del fenomeno rispetto ai residenti ormai abituati.
Secondo i dati diffusi dalla polizia, dai carabinieri e dalla municipale, che collaborano nel tentativo di contrastare i truffatori, almeno 200 persone sono state fermate solo nei primi mesi del 2026: il fenomeno, dopo il boom di qualche anno fa, sembrava aver perso vigore, ma è riesploso con forza in tempi recenti. Prima a gestirlo erano gruppi di campani, che col simile gioco delle tre carte prendevano di mira soprattutto i cittadini romani in punti di aggregazione come i mercatini locali, specie a Porta Portese. Oggi a farla da padrone è il gioco delle tre campanelle, e l’obiettivo sono le migliaia di turisti che quotidianamente affollano le vie del centro storico.
Il modus operandi è lo stesso in entrambi i giochi: puntare 50 euro per individuare l’unica carta diversa nel gruppo di tre o l’unica campanella al di sotto della quale c’è una pallina. Ovviamente non c’è alcuna possibilità di vincere, dal momento che chi gestisce il gioco è un abile prestigiatore e sa il fatto suo. Non solo: a contribuire a trarre in inganno le vittime ci sono anche “attori” terzi, almeno altre 8-9 persone: tra di essi dei finti turisti che simulano una vittoria ai danni del “croupier”, invogliando i passanti a partecipare per ottenere un facile guadagno, ma anche i “pali”, che hanno il compito di impedire che si scattino foto o che parta il passaparola, così come di avvisare nel caso in cui arrivino le forze dell’ordine.
Un business che frutterebbe almeno 5mila euro al giorno, una piaga da debellare e un’ombra sulla meraviglia dell’Urbe: se a ciò si aggiunge che dopo l’episodio di Fontana di Trevi si può anche rischiare di essere coinvolti nella rissa tra bande per il controllo, ecco che il problema diventa ancora più grande e urgente da risolvere. Per questo le forze dell’ordine hanno inasprito i controlli nelle vie del turismo del centro della Capitale.

