Vendere una parte del Ducato di Cornovaglia. La mossa di William per modernizzare la monarchia

Scritto il 19/05/2026
da Francesca Rossi

L’erede al trono britannico avrebbe in mente un modo originale per finanziare progetti benefici

Il principe William vuole fare la differenza. Essere un principe e, un giorno, un Re ricordato per le sue decisioni sagge, nobili. Una di queste riguarderebbe il futuro del Ducato di Cornovaglia, che l’erede al trono amministra da quando Carlo III è salito al trono. William vorrebbe modernizzare l’immensa proprietà cedendone un quinto per favorire la realizzazione di progetti ecosostenibili e per contrastare la crisi economica. Una scelta che potrebbe essere emblema di un concreto allontanamento dalle gestioni precedenti e, di riflesso, dall’immagine più tradizionale e statica della monarchia, quella basata sugli stessi privilegi che, per esempio, hanno consentito all’ex principe Andrea di vivere per vent’anni nella sfarzosa residenza del Royal Lodge pagando semplicemente un affitto simbolico.

Il futuro del Ducato di Cornovaglia

Nei prossimi dieci anni il Ducato di Cornovaglia potrebbe cambiare volto. Il principe William avrebbe già pronto un piano di rinnovamento per l’insieme di proprietà immobiliari che si estendono su 128mila acri e che rappresentano fonte di reddito riservata ai principi di Galles dal 1337. L’erede al trono, riporta il Times, starebbe pensando di vendere il 20% del Ducato, da cui ricaverebbe circa 670 milioni di sterline, per finanziare la costruzione di case ecosostenibili e a basso costo (una mossa per tentare di contenere anche la crisi abitativa in Inghilterra) e progetti incentrati sulle energie rinnovabili.

Gli investimenti dovrebbero concentrarsi su cinque aree in particolare. A tal proposito il People scrive: “Il Ducato si orienterebbe attorno a cinque zone centrali, che includono Cornovaglia, Dartmoor, Isole Scilly e delle zone di Londra” e tutte le iniziative verrebbero sviluppate nell’arco di 10 anni.

L’amministratore delegato del Ducato, Will Bax, ha spiegato al Times le ragioni della decisione del principe William: “…Dove c’è una necessità sociale, una sfida ambientale e un’opportunità di favorire il cambiamento noi saremo un grande partner, lavorando con le persone per raggiungere [lo scopo prefissato]”. Bax, citato dalla Bbc, ha aggiunto: “Il Ducato dovrebbe esistere per avere un impatto positivo, specialmente nelle comunità in cui possiamo fare la differenza maggiore”.

Il principe di Galles, menzionato sempre dalla Bbc, ha puntualizzato: “Non siamo un tradizionale proprietario terriero…Vogliamo essere più di questo. Ci sono molte cose positive che possiamo fare. Sto cercando di assicurarmi di dare priorità a ciò che migliorerà le vite delle persone in quelle zone”.

Progetti e critiche

Il principe di Galles avrebbe intenzione di dare un contributo concreto per cercare di risolvere il problema dei senzatetto. Il Ducato, sostiene la Bbc, avrebbe previsto di investire 161 milioni di sterline per costruire 12mila alloggi entro il 2040, un terzo dei quali dovrebbe essere riservato all’edilizia popolare.

Inoltre William vorrebbe destinare 123 milioni di sterline a opere che incentivano l’uso di energie rinnovabili. Nello specifico il futuro sovrano avrebbe pianificato l’installazione di pannelli solari in 40mila abitazioni situate nel Sud-Ovest dell’Inghilterra.

Le idee innovative del principe stanno già riscuotendo i primi consensi, ma anche le prime critiche piuttosto aspre. L’ex ministro dell’Home Office Norman Baker, citato ancora dalla Bbc, ritiene che, in ogni caso, il Ducato di Cornovaglia rimarrebbe “una macchina da soldi reale…[William] tira la leva e ogni volta vince il jackpot”.

Il Ducato, ricorda il People, vale 1,3 miliardi di sterline e garantisce all’erede al trono d’Inghilterra un reddito annuale di 31 milioni di sterline. Tuttavia viene considerato un possedimento privato della Corona e il principe William paga le imposte sul reddito in base all’accordo del 6 aprile 1993, data in cui la regina Elisabetta annunciò che avrebbe iniziato volontariamente a pagare le tasse.