Il bello del mondiale è che non esistono partite già scritte, specialmente quando in campo scendono squadre organizzate, coraggiose, che non mollano mai. Mentre molti esperti si aspettavano una facile vittoria da parte dei campioni del mondo, a Miami si è giocata una delle partite più emozionanti di questo mondiale. A rendere questa gara speciale la nazionale di Capo Verde, davvero mai doma, che ha ripreso per due volte l’Argentina e per poco non l’ha trascinata ai calci di rigore. La gara era iniziata come meglio non ci si poteva aspettare: una magia di Lionel Messi che si inventa il vantaggio incuneandosi nell’arcigna difesa africana.
L’Argentina, però, sembra già pensare all’ottavo contro l’Egitto e non spinge quanto basta per chiudere subito i conti. L’errore costa caro nella ripresa, quando Duarte è lasciato troppo libero e riesce a pareggiare. La gara diventa epica nei supplementari con la rete fulminea di Lisandro Martinez, ma l’Albiceleste non affonda e viene punita ancora da un tiro a giro memorabile di Lopes Cabral. Proprio quando le parate di Vozinha rendono molto reale lo spettro dei calci di rigore, la zuccata dell’ex Genoa e Atalanta Romero consegna all’Argentina il biglietto per gli ottavi di finale.
Messi s’inventa un gol dal nulla
L’Hard Rock Stadium di Miami è il palcoscenico del debutto nella fase ad eliminazione diretta della Scaloneta. A provare a bloccare la corsa dell’Argentina è la sorpresa Capo Verde, approdata ai sedicesimi di finale alla prima partecipazione alla fase finale del mondiale. Il pubblico è quello che si sta godendo Lionel Messi ogni settimana quando gioca con l’Inter Miami e questa è la presenza 30 della Pulce con la maglia dell’Albiceleste. Aggiungete poi il fatto che Lionel Scaloni è alla panchina numero cento con la nazionale argentina e le stelle sembrano tutte allineate. Nel calcio, però, non ci siano mai partite già scritte: dai primi minuti si capisce come gli Squali Blu siano scesi in campo con il solito piano partita, difesa compatta e ripartenze fulminee. Il meteo, con temperature ed umidità alta, certo non aiuta a tenere alto il ritmo della partita, cosa che va a genio a Capo Verde, specialmente quando può scatenare la velocità di Cabral e Mendes sulle fasce. Partita rognosa che ha bisogno del contributo del capitano dell’Argentina: Messi si fa vedere al quarto d’ora, prima con un diagonale insidioso, poi con una punizione non perfetta, facile presa di Vozinha, il portiere-eroe di Capo Verde.
L’Argentina fa la partita ma fatica a rendersi pericolosa. Il cooling break, visto il clima appiccicoso nel sud della Florida, è benvenuto ed i campioni del mondo ne approfittano per colpire l’arcigna difesa capoverdiana. Lisandro Martinez mette un lancio lungo sulla corsa di Messi che controlla alla grande e piazza un sinistro fulmineo che batte l’uscita di Vozinha e il tackle di un difensore. Rete numero sette che consente alla Pulga di staccare Mbappé e confermarsi capocannoniere del mondiale 2026. Passata in vantaggio, l’Argentina si accontenta di controllare la partita e lascia il pallino del gioco a Capo Verde, cosa alla quale gli africani non sono abituati. I campioni del mondo cercano con insistenza Messi, quasi ignorando Lautaro Martinez ma la difesa africana rimane estremamente attenta e quadrata. L’undici di Bubista prova ad imbastire qualche azione offensiva degna di questo nome ma s’impappina quando deve entrare nell’area dell’Argentina. I sudamericani camminano spesso ma, ogni tanto, hanno brucianti accelerate, come quella che consente ad Enzo Fernandez di testare i riflessi di Vozinha. Ritmi sempre bassissimi ma l’undici di Scaloni non ha alcuna fretta di chiudere subito la partita.
Pareggia Duarte, è partita vera
Nessun cambio durante l’intervallo e nessun cambio nel canovaccio della partita: Argentina che fa girare leziosamente il pallone per vie orizzontali, Capo Verde che non cade nella trappola e continua a chiudere ogni linea di passaggio. Appena i campioni del mondo rallentano un attimo, le ali africane provano a creare qualcosa ma i cross sono facile preda della difesa argentina. Buon momento per Capo Verde, che si guadagna un paio di calci d’angolo ma non riesce comunque ad impegnare Emiliano Martinez neanche con il tiro dalla distanza di Jovane Cabral, che finisce altissimo sopra la traversa. L’Argentina, però, non trova il modo di approfittare degli spazi che, necessariamente, si aprono nella difesa africana: al 52’ Molina sbaglia un controllo semplice in area su un lancio preciso di Messi, scialacquando una buona occasione per il raddoppio. Sul rovesciamento di fronte, imprecisione della difesa argentina che si dimentica dell’accorrente Deroy Duarte: buono il suo sinistro dalla lunga distanza ma il Dibu Martinez riesce a bloccare in due tempi. Alla fine il coraggio degli Squali Blu viene premiato da un errore della difesa argentina: azione sulla destra con Mendes che mette un buon pallone sull’inserimento di Deroy Duarte. Lisandro Martinez è in ritardo ed il laterale ha il tempo di piazzare un destro sul palo lontano sul quale il Dibu non è perfetto.
L’Argentina ci mette poco per rovesciarsi in avanti: uno-due tra Lautaro Martinez e Messi, che tira di destro da distanza ravvicinata, trovando una grande parata di Vozinha. Scaloni richiama in panchina Almada e l’avanti dell’Inter per inserire Nico Gonzales e Julian Alvarez: è lo juventino ad entrare meglio in partita, mettendo giù col petto uno spiovente per l’accorrente Enzo Fernandez, la cui sforbiciata finisce sul fondo. L’Argentina, ora, gioca con tutt’altra determinazione con Messi che si guadagna una punizione molto invitante al limite dell’area: tiro a scavalcare del capitano dell’Argentina ma Vozinha ha uno scatto felino e la toglie dalla porta. L’ultimo cooling break vede i campioni del mondo incapaci di cambiare marcia e Capo Verde che rimane preciso e lucido, senza farsi prendere dall’entusiasmo. All’81’ ci vuole un intervento provvidenziale di Lopes per evitare che Fernandez spinga in porta il cross rasoterra di Molina. Gli ultimi minuti sono un vero e proprio assedio dell’Argentina che certo non si immaginava di giocare i supplementari: all’89’ episodio controverso quando Mac Allister fa carambolare il pallone sul braccio di Pico Lopez da distanza ravvicinata ma il Var non rileva fallo. Gli otto minuti di recupero concessi dall’arbitro si giocano tutti nell’area di Capo Verde con Messi che si incunea tra i difensori e si guadagna una punizione dal limite. Tito non perfetto del capitano argentino deviato da Cabral e parato con un ottimo riflesso dal solito Vozinha. Gli ultimi minuti vedono Capo Verde tenere palla per bruciare quanto più tempo possibile ed approdare in maniera incredibile ai supplementari.
Supplementari da brividi veri
Il primo tempo supplementare sembra la continuazione dell’assedio finale dell’Argentina e, alla fine, l’eroica difesa di Capo Verde commette un errore. Azione da calcio d’angolo, spiovente sul quale prova la deviazione di testa Mac Allister: Tagliafico ostacola un difensore ed il pallone arriva al liberissimo Lisandro Martinez. Il giocatore del Man United ha il tempo di sistemarsi il pallone e scagliare una saetta sotto la traversa sulla quale Vozinha non può niente. Grande sospiro di sollievo per l’Argentina specialmente quando il check del Var verifica che la posizione di Tagliafico era regolare. Capo Verde non ci sta e si rovescia in avanti per ritrovare il pareggio. Gli spazi che si aprono sono estremamente invitanti e ci si infilano Messi e Alvarez: peccato che entrambi i loro tiri siano respinti dai difensori. Mentre i tanti tifosi argentini iniziano a festeggiare, gli Squali Blu tirano fuori un coniglio dal cappello pazzesco. Tanta pressione in avanti, Semedo fa arrivare la palla al limite dell’area al difensore Lopes Cabral che salta un uomo e s’inventa un tiro a giro meraviglioso, che si infila dove il Dibu Martinez non può proprio arrivare. L’Argentina, punta sul vivo, si affida per l’ennesima volta al capitano, che riceve un buon pallone in piena area e colpisce col sinistro a botta sicura. In realtà il tiro di Messi non è perfetto e Vozinha riesce ad arrivarci.
Con lo spettro dei calci di rigore sempre più reale, entrambe le squadre spendono le ultime energie per trovare la rete che varrebbe l’ottavo contro l’Egitto. Nico Gonzales prova a fare tutto da solo incuneandosi dalla sinistra ma arriva la scivolata alla disperata di Borges prima che possa tirare in porta. Il gol, però, è nell’aria ed arriva sul seguente calcio d’angolo: Romero colpisce bene di testa ma trova la deviazione di mano di Borges che mette fuori causa Vozinha. Ammirevole la determinazione di Capo Verde, che ha ancora la forza di rovesciarsi in avanti e provare a trovare un nuovo, incredibile pareggio. A pochi minuti dal triplice fischio, punizione insidiosissima di Lopes Cabral proprio sotto la traversa che, però, trova la reazione puntuale del Dibu Martinez. Il portiere argentino è costretto a togliere il pallone dai piedi di Benchimol per evitare che l’avanti di Capo Verde pareggi i conti. Gli africani spingono fino alla fine ed i minuti di recupero sono una sofferenza per i tanti tifosi argentini ma il triplice fischio arriva. Vince l’Argentina nonostante una partita monumentale dei coraggiosissimi Squali Blu, che escono dal campo a testa altissima.
Il tabellino
ARGENTINA (4-4-2): E. Martinez; Molina (104’ Montiel), Romero, L. Martinez, Medina (85’ Tagliafico); De Paul (83’ Paredes), Mac Allister, Enzo Fernandez, Almada (64’ N. González); Messi. Lautaro Martinez (64’ Alvarez). Ct: Lionel Scaloni
CAPO VERDE (4-1-4-1): Vozinha; Moreira, Pico Lopes, Lopes Cabral; Borges; Mendes (80’ Semedo), L. Duarte (67’ Monteiro), Pina (100’ Benchimol), D. Duarte (100’ Y. Semedo), Jovane Cabral (80’ Varela); Da Costa (67’ Livramento). Ct: Bubista
Marcatori: 29’ Messi (A), 59’ D. Duarte (CV), 93’ L. Martinez (A), 104’ Lopes Cabral (CV), 111’ Romero (A)
Ammoniti: 68’ Pina (CV), 115’ Montiel (A)
Arbitro: Drew Fischer (Canada)

