Terza trasferta e terzo cappotto, anche l’Inter perde l’andata dello spareggio di Champions. Lo perde male (3-1), perché le sue colpe enfatizzano i meriti del Bodo Glimt, che non andava sottovalutato e certamente non lo è stato, anche se i tanti (troppi?) cambi di Chivu consentirebbero di dire il contrario. Il Bodo ha vinto perché ha giocato meglio, ha segnato quando serviva mentre l’Inter ha centrato due pali, ha sfruttato al massimo ciò che l’avversario le ha lasciato: poco nel primo tempo (il gol del primo vantaggio è una conquista e non un regalo), molto di più nella ripresa, fra uscite dal basso approssimative (Bastoni, Carlo Augusto) e larghe falle difensive (quando Chivu spiegherà perché per lui Acerbi è meglio di De Vrijj sarà sempre troppo tardi). E poi il ritmo, con i norvegesi molto più freschi e brillanti, e il clima non c’entra. L’assalto finale, confuso e con poche idee, produce meno di un topolino. Meglio il primo tempo, più ragionato e meno istintivo. Resta lo spazio per la rimonta martedì a San Siro, a occhio l’impresa complicata per le squadre italiane, ma resta una pagina brutta in un lungo periodo di belle notizie. A margine, anche il timore che Lautaro si sia fatto male a un polpaccio.
Il terreno di gioco certo non è stato amico dell’Inter, ma non poteva esserlo. «Non poleMarcatori: 20’ pt Fet, 30’ pt P.Esposito, 16’ st Hauge, 19’ st Hogh. Bodo/Glimt: Haikin 6,5; Sjovold 6,5, Bjortuft 6, Gundersen 6, Bjorkan 7; Evien 7, Berg 7,5, Fet 7; Blomberg 7,5 (33’ st Auklend sv), Hogh 8 (33’ st Helmersen sv), Hauge 7. All. Knutsen 7,5. Inter: Sommer 5; Akanji 5, Acerbi 5, Bastoni 5; Darmian 6,5 (31’ st Luis Henrique sv), Sucic 5, Barella 6, Mkhitaryan 5 (31’ st Zielinski sv), Carlos Augusto 5; Lautaro Martinez 6 (15’ st M.Thuram 5), P.Esposito 7 (31’ st Bonny sv). All. Chivu 5. Arbitro: Siebert (Ger) 6. Ammoniti: P.Esposito, Blomberg. mizziamo, sappiamo che dobbiamo adattarci», ha detto Marotta prima di cominciare.
Non sono tanto le temute e assurde pieghe del tappeto di plastica a dare fastidio, quanto i rimbalzi spesso sordi del pallone, lo aspetti qua e finisce là. L’Uefa, che accetta per regolamento i campi sintetici, dovrebbe pretendere che fossero almeno tutti uguali, quelli vecchi come questo andrebbero banditi. Non per questo però, l’Inter ha fatto un’inattesa brutta figura. Vero che qui ha perso anche il City, ma due mesi fa ci ha vinto la Juventus. Gli appunti positivi sono pochi. Darmian, titolare per la prima volta in stagione. Meglio lui che Luis Henrique in 3 mesi, e il palo colpito quando l’Inter stava perdendo non c’entra: questione di caratteristiche più adatte a quel ruolo. Aspettando Dumfries, Chivu si ritrova con un titolare in più. Poi Esposito, come sempre. Pareggio (provvisorio) da centravanti vero. Revisione Var: è il pallone a toccare il suo braccio, non viceversa. In Italia, dove continuiamo a giocare un calcio tutto nostro, glielo avrebbero annullato, e sarebbe stata un’ingiustizia. Il giovane gigante nerazzurro è al settimo gol in stagione, il secondo in Europa, ormai sarà soddisfatto anche chi lo giudicava dai numeri.
La notizia migliore, arriva però da lontano, perché contemporaneamente alla brutta sconfitta arriva il pareggio del Milan. Uno zuccherino nella serata più amara dell’anno.

