Proseguono attentati e sabotaggi sulle linee ferroviarie del nostro Paese ma, stavolta, il responsabile è stato fermato. L'ultimo episodio risale a martedì pomeriggio, quando un cittadino ha notato una persona nei pressi dei binari a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna.
Ha poi udito uno scoppio e visto una nube di polvere quando, sulla linea, è transitato il treno regionale veloce 17510 partito dalla stazione di Imola e diretto a Bologna, immaginando che il convoglio potesse aver urtato qualcosa presente sui binari. E infatti, a disturbare la corsa del treno mentre entrava in stazione sono state alcune pietre posizionate dalla persona precedentemente avvistata, che si è scoperto essere un 20enne impiegato incensurato, nella cui casa sarebbe stato trovato materiale riconducibile all'area antagonista. L'impatto ha obbligato il convoglio a fermarsi per circa mezz'ora per la verifica necessaria ai sistemi di sicurezza e questo ha inevitabilmente rallentato tutti i convogli in transito. Invece di dileguarsi subito dopo la prima azione, il sabotatore è rimasto sul posto per posizionare ulteriori 30 pietre su ciascuna rotaia della linea ferroviaria con l'obiettivo di portare a termine un secondo attentato.
Solo il pronto intervento dei militari dell'Arma ha impedito che il suo piano andasse in porto: mentre alcuni carabinieri lo fermavano mentre stava provando a scappare in sella alla sua bicicletta, altri militari hanno liberato le rotaie prima che transitasse un Frecciarossa. Le accuse a carico del ventenne sono di attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio.
L'ipotesi che dietro gli attentati ferroviari non ci sia un gruppo organizzato ma "lupi solitari" dediti all'emulazione è sul tavolo degli investigatori fin dal primo momento, anche se non si esclude l'esistenza di una rete operativa. Il 20enne di Castel San Pietro Terme è il primo che viene fermato dalle forze dell'ordine e ora sarà necessario capire se esistano collegamenti con gli altri autori dei sabotaggi, in particolare con quello che è stato effettuato a Bologna con un ordigno incendiario e con quello di Pesaro, entrambi portati a termine il primo giorno delle Olimpiadi di Milano-Cortina e rivendicati dalle reti anarchiche. Restano senza rivendicazione gli attentati di Roma e quello sulla linea per Tirano (e Bormio, altra sede delle Olimpiadi), per cui indaga sempre la Dda, compiuti alcuni giorni dopo: così come per quelli di Bologna e Pesaro, anche su quello lombardo c'è un'indagine aperta per terrorismo.
Il fascicolo è ora passato alla Dda di Milano. La modalità utilizzata a Castel San Pietro Terme risulta essere inedita, almeno in riferimento al periodo recente e al contesto. Il rischio corso è stato molto alto perché benché i treni siano progettati per frantumare i sassi che incrociano, come quelli che possono sollevarsi dalla massicciata, se anche un frammento si incastra tra ruota e binario può agire come cuneo.
Se la ruota colpisce l'ostacolo, l'energia cinetica la spinge inevitabilmente verso l'alto: se il sollevamento supera l'altezza del bordino della ruota, il treno deraglia e i danni, oltre che i pericoli, aumentano esponenzialmente. "È indispensabile mantenere la linea della tolleranza zero verso chi mette a repentaglio la vita dei cittadini e la sicurezza dei trasporti", ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha ringraziato anche gli uomini dell'Arma: "Desidero esprimere un plauso e un ringraziamento all'Arma dei Carabinieri per il tempestivo intervento che ha evitato conseguenze ben più gravi", ha chiosato l'esponente del partito di Giorgia Meloni.

