Anche i magistrati sono una «famiglia » da difendere. E così la tragica vicenda della famiglia del bosco che vede i due gemelli di 6 anni e la bimba di 8, strappati da sei mesi ai genitori e confinati in una casa famiglia a Vasto (Chieti), diventa terreno di un nuovo scontro politico. Perché le toghe che indagano sui metodi educativi di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e alle condizioni igienico-sanitarie in cui vivevano non vogliono che gli ispettori di Carlo Nordio ficchino il naso nelle loro carte.
Peccato che questo preveda la legge, ma si sa: tutti gli italiani sono uguali, i magistrati sono «più uguali» degli altri. È l’Anm, il sindacato dei magistrati, a dirsi preoccupato «per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minori dell’Aquila». È la solita litania protezionista a difesa «dell’indipendenza della giurisdizione» contro «potenziali interferenze» di questo esecutivo, una scusa che somiglia a una coda di paglia lunga quanto una sentenza. «Serve un tempestivo chiarimento da parte del Csm», invocata dalla presidente del Tribunale dell’Aquila Nicoletta Orlandi. Apensar male si fa peccato, maqualcuno ricorda che la Orlandi nel 1987 è stata una giovanissima parlamentare del Pci-Pds nella decima legislatura, mentre dentro il centrodestra sono in tanti ad aver criticato l’opzione di togliere i bimbi alla coppia Trevallion- Birmingham, che oggi abitano un una casa «vera» messa a disposizione dal Comune di Palmoli. Come ad esempio la Lega (che su X ha vergato un post con una chiusa velenosissima, «Vergognatevi!») e lo stesso Matteo Salvini, che ieri era in visita elettorale in Abruzzo, pronto «come ministro e come padre» a chiedere il ricongiungimento: «Continuo a ritenere una forma di violenza istituzionale e ideologica aver separato questa famiglia di persone perbene e aver danneggiato la salute la tranquillità dei tre bambini».
Coincidenza vuole che a dar ragione alla Orlandi sia Nello Rossi, padre spirituale di Magistratura democratica, ovvero la corrente più ideologica della magistratura: «L’inchiesta ministeriale è estremamente discutibile perché sembra investire il merito di una decisione giudiziaria», scrive l’ex procuratore su Questione Giustizia, rivista di Md di cui è direttore. E così il ministero della Giustizia ha preferito rispondere con una nota piccata: «L’Ispettorato si è rigorosamente attenuto a quanto previsto dall’articolo 12 della legge 1.311 del 1962. Al termine dell’indagine e senza l’osservanza di particolari formalità, l’Ispettore deve chiedere informazioni al Capo dell’Ufficio e chiarimenti all’interessato e poi riferire». Insomma, nessuna esondazione ma solo il rispetto della norma.
Stamattina il nuovo legale della famiglia, l’ex parlamentare Simone Pillon, annuncia nuove determinazioni dei genitori, a cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale dal novembre scorso, con ordinanza del Tribunale per i Minori aquilano dopo una serie di pareri e perizie. «I colloqui, gli incontri e le videochiamate dei miei assistiti con i bambini procedono , mercoledì, (domani, ndr) incontrerò servizi sociali e altri soggetti istituzionali coinvolti per creare le condizioni per un dialogo leale, nell’interesse dei minori, a cui manca buona parte della loro quotidianità ». Da gennaio la madre può vedere i figli solo in presenza degli assistenti sociali, da allora si registrano episodi di malessere e sofferenze da parte dei piccoli, a cui non mancano solo mamma e papà, ma anche la loro mini fattoria, le papere e le galline, i quattro gattini, il cavallo Lee, l’asinello Gallipoli, i due cagnolini Spirit e Mr Fluffy. Sembra davvero il libro di George Orwell.

