Flotilla, 27 italiani fermati. "Proiettili di gomma contro gli attivisti": Tajani chiede verifica urgente a Israele

Scritto il 19/05/2026
da Francesca Galici

Sono 27 gli italiani fermati da Israele su un totale di 35 connazionali: potrebbero essere trasferiti su una nave straniera. In corso verifiche per l’uso di proiettili di gomma. M5S: "Persi i contatti con il nostro parlamentare Carotenuto"

Tutte le barche della Flotilla sono sotto il controllo di Israele. Tra le ultime che sono state intercettate da Israele c’è anche quella sulla quale viaggia il senatore Dario Carotenuto: “La sua imbarcazione, la Kasr Sadabat, battente bandiera turca, si trovava ancora a piu' di 100 miglia nautiche da Gaza, quindi in acque internazionali. Anche le webcam di bordo risultano offline, come quelle delle altre barche intercettate nell'ultima ora da parte delle Forze armate israeliane, che hanno minacciato gli equipaggi con le armi sparando anche colpi di avvertimento. Le ultime immagini mostravano l'equipaggio della Kasr Sadabat con indosso i giubbotti di salvataggio in preparazione dell'abbordaggio. A questo punto pare chiaro che anche la sua barca sia stata fermata dai militari israeliani e anche lui sia stato prelevato, come altri nove cittadini italiani presi poco fa da altre imbarcazioni abbordata”.

Sono 5 al momento le barche che stanno ancora navigando verso sud-est in direzione della Striscia di Gaza e presumibilmente a breve verranno fermate per evitare che possano entrare nello spazio navale controllato da Tel Aviv. Nella giornata di ieri sono state circa 40 le barche che la Marina israeliana ha intercettato e fermato, ponendo in arresto l’equipaggio che probabilmente a breve arriverà in Israele e verrà successivamente espulso, anche se sembra che ci siano movimenti diversi. Il giornale israeliano Walla riporta una fonte di sicurezza secondo cui sarebbero in corso trattative per trasferire gli attivisti fermati da Israele su imbarcazioni straniere perché vengano rilasciati in un Paese della regione, piuttosto che procedere con il loro trasferimento in Israele, come successo con la precedente Flotilla, ma pare che entro il pomeriggio tutti i fermati attraccheranno ad Ashdod. Quest’oggi ne sono state fermate altre 4. Il ministro Tajani ha chiesto "di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottilla".

"La navi della marina militare israeliana stanno sparando proiettili, di cui non conosciamo la tipologia, non sappiamo se veri o di gomma". A dirlo in una dichiarazione video è Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. "Sei delle barche sono state colpite. Una di queste, la Girolama batte bandiera italiana". Anche se i proiettili fossero di gomma, ha aggiunto, "è gravissimo. Stanno già compiendo un atto criminale, e ora aggiungono anche l'utilizzo delle armi".

Sono oltre 400 gli attivisti che sono stati fermati da Israele e tra questi ci sono anche 27 italiani. In queste ore sono stati fermati anche Antonella Bundu, ex candidata di Toscana Rossa alla presidenza della Regione Toscana, e Dario Salvetti, esponente del Collettivo di fabbrica della ex Gkn di Campi Bisenzio, che viaggiavano a bordo della Don Juan. I ministri degli Esteri di Giordania, Indonesia, Spagna, Pakistan, Brasile, Bangladesh, Turchia, Colombia, Libia e Maldive hanno diffuso un comunicato congiunto in cui condannano “nei termini più duri i nuovi attacchi israeliani contro la Global Sumud Flotilla, un'iniziativa civile umanitaria pacifica volta a richiamare l'attenzione internazionale sulla catastrofica sofferenza umanitaria del popolo palestinese”. I ministri sottolineano, inoltre, “che i ripetuti attacchi contro iniziative umanitarie pacifiche rispecchiano il persistente disprezzo per il diritto internazionale e la libertà di navigazione”, invitando quindi “la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali, a garantire la protezione dei civili e delle missioni umanitarie e ad adottare misure concrete per porre fine all'impunità e assicurare la responsabilità per queste violazioni”.

Alessio Catanzaro è tra gli italiani che sono stati fermati dalla Marina israeliana. “Abbiamo visto Alessio gettare in acqua il telefono. Poi i militari hanno spaccato le telecamere installate a bordo della barca e da quel momento in poi non è stato possibile vedere più nulla. Sarebbe stato fatto montare insieme agli altri attivisti sulla nave della Marina israeliana dotata di una ‘prigione galleggiante’, com’era avvenuto nell’ultimo abbordaggio”, hanno dichiarato i genitori del 30enne a il Resto del Carlino. “Alessio si era detto disponibile a fare da scudo in caso di eventuali attacchi da parte di Israele e così è stato. Siamo legati ancor più a nostro figlio, il quale sta agendo per la difesa di una serie di ideali a cui è stato educato fin da piccolo”, hanno aggiunto.