Stupro, assolti gli schermidori Ma la ragazza: "Andrò avanti"

Scritto il 19/05/2026
da Patricia Tagliaferri

L’atleta uzbeka aveva denunciato la violenza. Il tribunale: "Il fatto non sussiste". Lei: "Voglio giustizia, ci metto la faccia"

Quando ha sentito pronunciare dal giudice la formula dell’assoluzione, «perché il fatto non sussiste», è scoppiata in lacrime e sempre tra i singhiozzi - al termine dell’udienza con il rito abbreviato per la violenza sessuale di gruppo di cui sarebbe stata vittima durante un raduno di nazionali juniores di scherma a Chianciano Terme nell’agosto del 2023 - Fernanda Herrera, sciabolatrice messicana che gareggia con la nazionale uzbeka e che si sta allenando per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 - ci ha voluto mettere la faccia per raccontare ai giornalisti, davanti alle telecamere, la rabbia e il dolore che la decisione del giudice di Siena Andrea Grandinetti le ha provocato: «In questi tre anni - ha detto - non ho mai mostrato il mio volto, ora sono stanca, voglio farmi vedere. Sono orgogliosa che per tre anni, oltre a sacrificarmi per lo sport, ho lottato per ottenere giustizia. E non mi fermerò mai. Non ci posso credere che le cose siano andate così. Questo non può succedere: non sono solo io, sono tanti i casi nello sport e nel mondo che si silenziano le donne. Sono qua per tutte quelle che hanno sofferto una cosa del genere, per favore dovete parlare, dovete dire quando vi hanno fatto una cosa così brutta come hanno fatto a me». Lei ha avuto il coraggio di farlo, ma evidentemente non è stata creduta.

Il gup ha assolto i due giovani schermidori Emanuele Nardella, 24 anni, e Lapo Jacopo Pucci, 23 anni, dall’accusa si aver violentato la ragazza, all’epoca 17enne, la notte tra il 4 e il 5 agosto 2023 durante un raduno internazionale di scherma nella località toscana, al quale parteciparono anche delegazioni sportive straniere. La violenza sarebbe avvenuta nella camera di hotel dei due imputati, per i quali la Procura aveva chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi. Quella sera la vittima aveva trascorso la serata in un locale con tre atleti italiani, uno dei quali, allora minorenne, poi escluso dal procedimento. Fernanda era stata convinta a salire nella camera di Pucci. Della violenza si sarebbe resa conto al suo risveglio: uno dei due le dormiva accanto, l’altro si stava rivestendo. Non capiva come fosse finita lì, era piena di dolori che le impedivano di muoversi per scappare. Quando è riuscita ad alzarsi è tornata in camera e si è confidata con la sua compagna di squadra, poi ha presentato la denuncia.

La difesa ha sostenuto che fosse stata drogata. L’avvocato Luciano Guidarelli ha già annunciato che farà appello. I legali dei due sportivi - che a seguito dei fatti sono stati sospesi dall’attività federale in via cautelare - hanno messo in discussione la sua versione e anche il tema della revoca del consenso all’atto sessuale. Sono soddisfatti per la sentenza. «Questi processi lasciano un amaro in bocca per tutti, è un problema più socio culturale, sono tutti ragazzi giovanissimi - ha commentato l’avvocato Enrico De Martino - c’è un problema di registri comunicativi, non sono forniti di strumenti adeguati per comprendersi a vicenda. Non esiste alcun elemento di reato».