I corpi di due prostitute in un cantiere: "Le ho uccise per non pagare"

Scritto il 19/05/2026
da Patricia Tagliaferri

Confessa un 49enne: "Gettate nel vuoto, volevano 50 euro in più". Addosso una maglia sporca di sangue

Uccise, in giorni diversi, dopo una lite scaturita con un cliente per il pagamento della prestazione sessuale. Sono morte così le due prostitute, una 49enne di origine ucraina e una 29enne italiana, trovate senza vita in un cantiere edile di Pollena Trocchia, in provincia di Napoli.

Per il duplice delitto i carabinieri, coordinati dalla Procura di Nola, hanno fermato Mario Landolfi, 48 anni, disoccupato, sposato, consumatore di stupefacenti, che vive con il reddito di inclusione. L’uomo aveva ancora la maglietta sporca di sangue. Ora è in carcere in attesa dell’udienza di convalida. Ha già confessato: «Le ho uccise io in due notti diverse facendole precipitare nel vano ascensore». Un volo di diversi metri risultato fatale per entrambe.

L’ultimo delitto risale a domenica, l’altro alla sera precedente. Entrambe le donne sarebbe state spinte nel vuoto dal secondo piano. Dopo essere state adescate nella zona orientale di Napoli, dove si prostituivano, le vittime hanno avuto una discussione con il killer legate al pagamento della prestazione sessuale. Nel primo caso, quello di sabato, Landolfi avrebbe parlato di una lite nata perché la 49enne credeva di essere portata in hotel, non nella palazzina abbandonata dove ha poi trovato la morte: il killer l’avrebbe spinta per difendersi perché la donna avrebbe a sua volta cercato di spingere lui. L’indomani stesso copione. L’aggressione sarebbe scaturita sul prezzo pattuito quando la 29enne avrebbe preteso 150 euro invece dei 100 concordati. Durante la colluttazione per i 50 euro in più - la versione dell’uomo - avrebbe fatto precipitare la ragazza nella tromba delle scale. Agli investigatori ha detto di avere tentato di recuperare il corpo con una fune ma di non esserci riuscito. Della seconda donna Landolfi non ha fatto alcun cenno fino a quando gli è stata mostrata la foto della 49enne. Solo a quel punto ha ammesso di avere ucciso anche la donna di origini ucraine, ammettendo di avere consumato cocaina che gli aveva annebbiato la mente.

Landolfi è stato individuato grazie alla testimonianza di una coppia di giovani che lo hanno visto entrare nel cantiere in compagnia di una donna minuta e poi, una ventina di minuti dopo, tornare alla macchina da solo, con una borsetta bianca tra le mani. Gli sguardi del 48enne e quello di uno dei testimoni si sono incrociati mentre l’assassino stava tornando in macchina. Il testimone lo aveva già visto e la circostanza l’ha insospettito. Ha scattato una foto della vettura, inquadrando la targa. Poi ha chiamato i carabinieri, fornendo la descrizione del 48enne e della ragazza che era con lui. Così sono scattate le indagini che hanno consentito di individuare la vettura e l’uomo che, in caserma, davanti ai carabinieri e il pubblico ministero di Nola, ha confessato di essere stato lui a uccidere le due donne.

«Esprimo profondo rammarico per il duplice omicidio delle due donne ritrovate nel cantiere edile in viale Italia. Un episodio di violenza, l’ennesimo che crea enorme sconforto», il commento del sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito.