Effetto Giochi del Mediterraneo, è "boom" di visitatori al Marta di Taranto

Scritto il 27/08/2026
da agi

AGI - I Giochi del Mediterraneo di Taranto hanno avuto un effetto “molto positivo”, finora, sul Museo archeologico nazionale di Taranto (il Marta) e, più in generale, sulla città, che ora “può e deve raccontarsi sotto una prospettiva diversa”. Lo dice all’AGI Stella Falzone, direttrice del museo, sottolineando la “bellissima sinergia” intercorsa tra il Marta e il comitato organizzatore, soprattutto nella progettazione della cerimonia inaugurale. Protagonista è stato l’atleta di Taranto, “risorto” dopo 2500 anni issandosi nello stadio Iacovone e guardando dall’alto gli atleti di tutte le delegazioni.

La cerimonia, sottolinea Falzone, ha saputo rappresentare “tutti i contenuti legati alla storia, all'archeologia, al passato di Taranto”, città fondata dagli spartani nel 706 a.C. Alla cerimonia, spiega la direttrice, “il museo ha partecipato come partner scientifico, mettendo a disposizione competenze, materiali e contenuti per contribuire alla narrazione dell'evento”. “Mi è piaciuta moltissimo e mi ha emozionato”, aggiunge, “e sono contenta che sia stato sottolineato il lavoro degli archeologi, troppo spesso sottovalutato”.

“Abbiamo lavorato tanto per dare tutte le informazioni possibili sull’atleta, sugli ori di Taranto e sul legame tra la città e la sua storia. Abbiamo avuto tantissime visite, scambi di informazioni e di materiali e costanti interlocuzioni. Abbiamo fornito materiale fotografico e grafico, insomma abbiamo dato tutti i contenuti necessari a dare all’evento il giusto contesto scientifico”, ricorda. Un lavoro che ha coinvolto anche la Rai e che, secondo la direttrice, ha prodotto “momenti molto belli di scambio, di approfondimento, di conoscenza reciproca”.

Il radicamento nella storia della città

“Mi sembra - prosegue - che sia passato molto forte questo messaggio del radicamento nella storia della città e quindi dell'importanza dei giochi antichi nella prospettiva anche della contemporaneità”. Una prospettiva che il Marta aveva già fatto propria con la mostra ‘L’arte della vittoria’, inaugurata a fine luglio e incentrata sul racconto dello sport attraverso l’archeologia e la storia, e con le tre repliche dello spettacolo teatrale ‘L'Atleta di Taranto’, ideato da Massimo Cimaglia e prodotto da Terra Magica Arte e Cultura in collaborazione con il Marta, con il sostegno economico del comitato organizzatore e inserito nel programma ufficiale di animazione territoriale dei Giochi. I biglietti per le tre date, sottolinea Falzone, “sono andati esauriti in pochissimo tempo, e questo perché hanno partecipato i tarantini e i pugliesi, più che i turisti, e per noi questo è un dato fondamentale. Lavorare sul territorio è uno degli aspetti più importanti del nostro lavoro, e avere questa risposta significa che a Taranto c’è tanta voglia di vedere ampliata l’offerta culturale”.

La risposta del pubblico

Accanto alla risposta del pubblico locale, poi, c'è stata quella internazionale. “Dall'inizio del mese abbiamo avuto circa diecimila visitatori”, esplicita il manager culturale, tra stranieri, nuovi visitatori, ospiti delle delegazioni e televisioni. Una visibilità “eccezionale” per il museo, che Falzone considera “il risultato di un lavoro messo a punto nei mesi scorsi, per prepararci al meglio a questa bellissima occasione che sta vivendo la città”. “Ci tengo a ringraziare - evidenzia - tutto il personale del museo in ogni sua funzione, perché è solo grazie a loro se siamo riusciti a far funzionare questa macchina anche con aperture serali. Tutti hanno dimostrato una serietà, una disponibilità e una professionalità encomiabili”.

L’effetto a lunga durata

Lo sguardo si sposta poi al 4 settembre, quando i Giochi saranno terminati e la vita di Taranto tornerà alla normalità: “Bisognerà capire come mettere a frutto certe capacità, cioè come produrre un effetto lunga durata dei risultati raggiunti. Credo che dipenda da tutti, istituzioni e cittadini. Bisogna crederci e credo che ci sia bisogno di investire su questo”. I Giochi, poi, hanno dato la possibilità a Taranto di raccontarsi sotto una luce diversa, ben distante dalle difficoltà storiche legate soprattutto alla vicenda dell’ex Ilva e “bisogna lavorare per costruire un racconto che vada anche in altre direzioni, perché di Taranto c’è tantissimo di bello da raccontare e non è solo la città dell’acciaieria”.

Il patrimonio del Marta e della città

Tra le cose belle da evidenziare, ad esempio, c’è la collezione “incredibile, importantissima, unica al mondo”, custodita dal Marta. Ma, sottolinea Falzone, “la particolarità di Taranto, oltre alla collezione che è un dato oggettivo, è la città meravigliosa che la contiene, e che ha bisogno di credere in se stessa. Dobbiamo aiutare questa città a credere nei valori assoluti che detiene”.