Sparatoria a Rogoredo, c'è una telecamera vicina al luogo in cui è morto il 28enne

Scritto il 28/01/2026
da agi

AGI - C’è una telecamera vicina al luogo della sparatoria in cui è morto A.M., il 28enne di origini marocchine ucciso da un colpo esploso dal poliziotto 41enne C.C. del Commissariato di Mecenate.

“La telecamera è proprio vicina a dove è stato ammazzato” dice all’AGI l’avvocata Debora Piazza che assiste il fratello del giovane morto e che sta svolgendo indagini difensive che saranno condivise col pm Giovanni Tarzia, titolare dell’inchiesta.

La telecamera e la ricostruzione della dinamica

L’eventuale filmato ripreso dalla telecamera non è ancora stato recuperato né visionato ma potrebbe aiutare nella comprensione di quanto accaduto in via Giuseppe Impastato nella zona del ‘boschetto della droga’ di Rogoredo tra le 17 e le 18 di due lunedì. La Procura di Milano sta svolgendo “tutti gli accertamenti possibili” per ricostruire la dinamica. Tra le altre cose, sono in programma anche gli accertamenti balistici, l’analisi sull’arma a salve e l’ascolto dei testimoni. Persone sentite dagli inquirenti hanno affermato che il fatto che l'agente abbia colpito alla testa da quella distanza abbia rappresentato un caso eccezionale che non si ripeterebbe nemmeno se ci provasse molte altre volte. E' già stato ascoltato poi l'agente che era accanto all'indagato: ha confermato che si sono qualificati come poliziotti al giovane nordafricano dicendo 'fermo Polizia'.

Gli altri quattro agenti che partecipavano al servizio di controllo antidroga erano più lontani e non è certo che abbiano assistito alla scena. Non ha fornito indicazioni utili il cittadino bengalese che era stato arrestato poco prima della sparatoria ed è probabile che anche lui non abbia visto nulla. 

L'unico dato che appare già acquisito è che il colpo esploso dall'agente del Commissariato di Mecenate che ha centrato alla testa il 28enne marocchino è stato sparato da una distanza di 31 metri. Una distanza "importante" viene definita in ambienti investigativi anche se, viene precisato, l'arma a salve che avrebbe puntato la vittima sarebbe stata visibile dall'indagato per le sue dimensioni anche a distanza e nonostante l'oscurità stesse per scendere, poco dopo le cinque del pomeriggio. Legittima difesa od omicidio volontario: sono questi i poli investigativi tra i quali si muovono il pm Giovanni Tarzia e la Squadra Mobile. L'autopsia di A.M. sarà fissata probabilmente già in giornata.