AGI - Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha depositato l'ordinanza che accoglie l'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali come misura alternativa alla detenzione in carcere per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto di Garlasco. La decisione arriva a meno di 24 ore dall'udienza celebrata ieri in gran segreto in cui anche la procura generale di Milano ha dato parere favorevole alla richiesta presentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis per conto di Stasi.
Dopo 10 anni e mezzo circa di reclusione, Stasi ha lasciato a fine mattina il carcere di Bollate, nel Milanese, per scontare la pena residua nell'affidamento ai servizi sociali. L'ex fidanzato di Chiara Poggi, che da più di un anno beneficiava del regime di semilibertà, questo fine settimana si trovava già fuori dal penitenziario per una licenza e sarebbe dovuto rientrare domenica.
La decisione del Tribunale ha fatto sì che Stasi rientrasse in anticipo dalla licenza, ma solo per ritirare dei pochi effetti personali dalla cella che divideva fino a poche ore fa con un altro detenuto, uscendo da un varco secondario dell'istituto penitenziario dove si era costituito nel 2015 subito dopo la condanna definitiva.
Nel parere positivo dei magistrati di sorveglianza hanno pesato la buona condotta di Stasi, le relazioni positive dell'ambiente carcerario, l'aver accettato la condanna pur continuando a dichiararsi innocente, il risarcimento versato alla famiglia della vittima, la quasi totale assenza di interviste alla stampa, e il fatto di avere un lavoro come contabile in una azienda di Milano e di avere un alloggio nel Milanese.
L'inchiesta bis su Sempio
Lo scorso maggio, intanto, è stato notificato l'avviso di chiusura delle indagini ad Andrea Sempio e firmato dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dai pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Il 415 bis - così si chiama il documento che fa calare il sipario delle indagini lunghe e complesse durate oltre un anno - è identico all'invito a comparire notificato nei giorni scorsi all'indagato e che i magistrati gli hanno letto ieri durante l'interrogatorio in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo i pm Andrea Sempio uccise con "crudeltà" Chiara Poggi la mattina del 13 agosto del 2007 a Garlasco.
Dichiarazioni della famiglia Poggi
"Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell'affidamento ai servizi sociali avendo un residuo pena inferiore ai quattro anni. Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente". E' il commento della famiglia Poggi alla notizia del parere favorevole della Procura all'affidamento in prova per Alberto Stasi. "A noi", hanno precisato i familiari di Chiara tramite gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, "interessa che le sentenze abbiano accertato la verità sull'omicidio di Chiara, quanto al percorso rieducativo è appunto il Tribunale di Sorveglianza a doverlo stabilire".

