AGI - Sarebbero 50 i migranti morti dopo un naufragio nel Mediterraneo centrale. Le autorità maltesi confermano - secondo Alarm Phone - che un superstite tratto in salvo avrebbe riferito che i suoi compagni non ce l'avrebbero fatta.
Ha detto che erano partiti dalla Tunisia con una barca ribaltata dal mare in tempesta e che i migranti hanno trascorso 24 ore in acqua, prima di essere travolti dalle onde alte.
I migranti dalla Sea Watch
Sea Watch 5 ha soccorso 18 persone a bordo di un barchino in difficoltà. Tra loro due bambini piccoli. Il porto assegnato è Catania, dove la nave della ong tedesca arriverà domani. Una storia a lieto fine, "mentre ci arrivano notizie - afferma - di decine di persone disperse nel Mediterraneo centrale a causa del ciclone Harry".
Il soccorso è avvenuto in acque internazionali, in Sar libica. "Poiché non comunichiamo alle autorità libiche le nostre posizioni di soccorso, viste le continue violazioni dei diritti umani, rischiamo sanzioni in Italia", conclude Sea Watch.
Naufragio nell'Egeo, morti una donna e un bambino
Un bambino e una donna sono stati trovati morti al largo dell'isola greca di Ikaria, nel Mar Egeo settentrionale, dopo l'affondamento di un'imbarcazione con a bordo oltre 50 migranti. Lo ha dichiarato la polizia portuale.
"Cinquanta migranti sono stati tratti in salvo e sono assistiti dalle autorità, ma altri tre risultano ancora dispersi", ha detto una portavoce della guardia costiera.
"È in corso un'operazione di salvataggio con una nave della guardia costiera e più tardi nella giornata di oggi è prevista l'arrivo di una squadra di soccorritori e subacquei", ha aggiunto la stessa fonte. Forti venti di forza 6 sulla scala Beaufort stanno ostacolando le operazioni di soccorso, secondo l'emittente pubblica Ert. Ikaria si trova vicino alla costa occidentale della Turchia, da dove si imbarcano le persone che chiedono asilo nell'Unione Europea.
Molti migranti tentano la pericolosa traversata non solo tra la Turchia e le vicine isole greche, ma anche tra la Libia e Creta, nella Grecia meridionale. All'inizio di dicembre, 17 persone sono state trovate morti dopo il capovolgimento della loro imbarcazione al largo di Creta, e altre 15 sono state dichiarate disperse. Solo due persone sono sopravvissute.
I numeri su migranti diffusi dalle Nazioni Unite
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha registrato 107 persone morte o disperse nelle acque greche nel 2025. Secondo Missing Migrants, un progetto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), circa 33mila migranti sono morti o dispersi nel Mediterraneo dal 2014.
Piantedosi, fermare i migranti clandestini
Le autorità “dei Paesi di origine” degli immigrati clandestini “ci chiedono di aiutarli a fermare l’emorragia. Chi scappa dalla guerra deve essere accolto e mai abbiamo smesso di farlo". Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo a ‘Idee in movimento’, l’appuntamento organizzato dalla Lega a Rivisondoli.
"Fermare l’immigrazione clandestina significa tutelare anche la dignità dei paesi da cui questi ragazzi provengono e in cui coltivano la falsa illusione di un mondo migliore tradito dai fatti che li costringono a finire nella criminalità organizzata”, ha aggiunto
"Dimezzati gli arrivi di migranti irregolarispetto a gennaio 2025"
"Quest'anno, siamo appena ad un mese, ma siamo già alla metà degli arrivi che registrammo l’anno scorso, che pure erano al -60% al periodo critico dei due anni precedenti", sono i numeri riportati dal titolare del Viminale.
Immigrazione clandestina e baby gang
“Il tema della connessione tra il contenimento degli arrivi, immigrazione irregolare, e baby gang ha una sua complessità. Quando si parla di seconde generazioni, parliamo dei figli di quei 181mila che arrivarono dieci anni fa nella totale mancanza di considerazione di chi allora era al governo e che oggi ci fa la morale sulla sicurezza nelle città”, è il ragionamento di Piantedosi.
“In questi tre anni ci siamo concentrati sull’arrestare i flussi di ingresso per fare in modo di non accentuare, nei prossimi 10 o 15 anni, i problemi che abbiamo adesso. Come farebbe qualsiasi idraulico, dobbiamo chiudere la falla e poi lavorare sui fenomeni che intanto vanno gestiti”, ha concluso il ministro dell'Interno.

