Test psicoattitudinali per i magistrati, c'è il via libera del Csm. Come funzioneranno

Scritto il 16/09/2026
da agi

AGI - Via libera del Csm alla delibera con cui vengono individuate le condizioni di inidoneità alla funzione giudiziaria in relazione ai test psicoattitudinali per i magistrati, previsti dalla riforma del 2024.

Le condizioni di inidoneità individuate dal Csm

Il plenum, con sei astensioni, ha approvato il documento proposto dalla Sesta Commissione all'unanimità. «Punto di partenza per la futura elaborazione dei test è proprio l'individuazione di quelle condizioni di inidoneità a cui il legislatore fa riferimento e all'accertamento delle quali i test dovranno essere finalizzati», si legge nella delibera.

La Sesta Commissione di Palazzo Bachelet, supportata da quattro esperti della materia, ha dunque individuato le condizioni di inidoneità per ciascuna delle aree alle quali si ritiene debbano essere ricondotti i requisiti psicoattitudinali degli aspiranti magistrati.

Una grave carenza relativa alle specifiche aree psicoattitudinali e alle capacità e caratteristiche a esse riconducibili, rileva il Csm, può tradursi in comportamenti non funzionali a un adeguato esercizio della funzione giudiziaria e costituisce pertanto un elemento rilevante ai fini della valutazione dell'inidoneità, da approfondire e verificare nell'ambito del colloquio.

Le cinque aree dei requisiti psicoattitudinali

I requisiti psicoattitudinali essenziali sono stati organizzati in cinque aree: cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale e organizzativa.

Per quanto riguarda l'area cognitiva, i requisiti indicati sono quelli inerenti il "ragionamento analitico", il "pensiero critico-inferenziale", la "presa di decisione" e il "problem solving", mentre sul fronte di quella emotiva, il Csm pone in rilievo l'"equilibrio emotivo", la "gestione dello stress" e l'"autocontrollo".
E ancora: nel documento approvato si parla anche di "area relazionale", con i requisiti della "comprensione empatica", della "capacita' di ascolto e comunicazione efficace" e della "collaborazione e lavoro di squadra". All'area etico-valoriale vengono invece ricondotti i requisiti psicoattitudinali dell'"equità" e dell'"autonomia di giudizio".
Infine, l'area organizzativa, per la quale viene individuata come "condizione di inidoneità" la "grave carenza nella capacita' di organizzazione del lavoro e di gestione del tempo".

Le critiche dell'Anm

«Indipendenza, imparzialità ed equilibrio sono principi cardine per un magistrato. Lo sono e devono continuare a esserlo. L'introduzione dei test psicoattitudinali rischia invece di essere uno strumento di condizionamento nei confronti della magistratura, a partire dallo stesso momento del reclutamento». Lo dichiara la Giunta esecutiva centrale dell'Anm, sottolineando in una nota che i magistrati sono già sottoposti a controlli, dalla prova di accesso all'ingresso in ruolo e lungo tutto il percorso professionale.

Per questo l'Associazione Nazionale Magistrati aveva già espresso la propria contrarietà a uno strumento che, secondo l'Anm, è stato pensato e costruito per essere utilizzato nel dibattito pubblico contro la magistratura.