AGI - E' uno dei giorni più attesi nell'indagine sulla strage di Crans Montana dove nella notte del primo giorno dell'anno morirono tra le fiamme 41 persone, la gran parte giovanissimi, al 'Le Constellation'.
Davanti ai pm di Sion c'è Nicholas Féraud, il sindaco del Comune che mai hai lasciato la carica promettendo che si sarebbe assunto le sue "responsabilità." Féraud è entrato da un'uscita "da dietro", riferisce chi è presente all'interrogatorio in cui, in linea teorica, potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte alle accuse di omicidio, lesioni e incendio colpose in concorso con gli altri indagati e, in particolare, con Jacques Moretti e Jessica Maric, i gestori del locale.
A gennaio le prime ammissioni
Il 6 gennaio, era stato lo stesso primo cittadino ad ammettere che i controlli sulla sicurezza nel bar discoteca non era stati svolti dalla sua amministrazione dal 2020 al 2025. II Comune aveva chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento, un'istanza però bocciata dalla magistratura.
Il cellulare sequestrato
Féraud ha scelto di rispondere alle domande dei pubblici ministeri. Fonti legali riferiscono che gli è stato sequestrato il telefono cellulare come già accaduto con altri indagati attuali o ex funzionari del Comune sentiti nei giorni scorsi.

