AGI - Si inizia prestissimo, spesso a 10 anni con il regalo per la Prima Comunione. Un dono – il cellulare – apparentemente innocuo per “non escludere il bambino dal gruppo degli amichetti”. E così arrivano le prime chat, i giochi online, i video scambiati per ridere e quelli inappropriati rispetto all’età inviati per capire o per stupire. E pian piano, senza rumore, il mondo del bambino si sposta dietro lo schermo. Sempre di più, per più ore al giorno, con meno contatti concreti. Il risultato è un incremento dei disturbi comportamentali e psichici che si manifestano soprattutto sotto forma di dipendenza, isolamento e depressione.
Dai dati dell’Osservatorio Scientifico del Movimento Etico Digitale del 2025, citati in occasione del Safer Internet Day (la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete) che cade il 10 febbraio, emerge un quadro chiaro: il 77,5% degli studenti tra gli 11 e i 18 anni dichiara di sentirsi dipendente dai dispositivi digitali, in aumento rispetto all’anno precedente (72,6%). Una consapevolezza diffusa che però non si traduce automaticamente nella capacità di ridurre il tempo trascorso davanti agli schermi.
La dipendenza digitale: i dati critici
Nel dettaglio, il 41,8% parla di una dipendenza moderata, il 33,3% di una dipendenza lieve e una quota più contenuta riconosce una forma grave. Solo il 22,5% afferma di non sentirsi dipendente. Ma il dato più critico emerge guardando ai tentativi di cambiamento: tra i ragazzi che hanno provato a ridurre il tempo online, solo il 23,3% dichiara di esserci riuscito davvero.
Divieto o educazione? Il ruolo dei social
I social network, soprattutto in adolescenza, giocano un ruolo di primo piano nella formazione della propria identità. È giusto, allora, vietarli ai minori di 16 anni, come hanno già fatto Australia, Francia, Spagna e Grecia? “Sì, ma non solo” dichiara all’AGI Stefano Vicari, neuropsichiatra infantile dell’ospedale Bambino Gesù. “Il divieto da solo serve a poco, anzi accende anche la curiosità. Va affiancato a un’azione educativa”. Ci sono però dei limiti da stabilire per tutelare i più piccoli da un utilizzo tossico di internet.
Le regole fondamentali per l'uso responsabile dei dispositivi
1 – Mai prima dei 12 anni. Serve un’età minima per lasciare un bambino un dispositivo in autonomia: bisogna attendere almeno 12-13 anni prima di consegnare a un bambino un cellulare con libero accesso a internet.
2 – Massimo 2 ore al giorno e mai da solo. Il bambino va educato a un uso responsabile: il cellulare deve essere utilizzato al massimo per due ore al giorno e mai da solo. È sbagliato lasciare il minore da solo in camera da letto; è meglio che stia in spazi condivisi. Inoltre, mai dopo le 7 di sera.
3 - Mai dopo le 7 di sera. Il cellulare va riposto dopo le 7 di sera, e questo vale anche per i genitori. Va promossa una socialità familiare lontana dai dispositivi.
4 – Controllare la navigazione. Almeno per i primi due anni è necessario monitorare le attività. Il bambino va avvisato: “Sappi che andrò a vedere che tipo di siti apri e leggerò le tue chat perché internet è uno strumento bellissimo ma nasconde molte insidie”.
5 – Dare il buon esempio. Mai come in questo caso è indispensabile educare con l’esempio. Se siamo i primi a pranzare con il cellulare, a tenerlo sempre con noi e utilizzarlo frequentemente, non possiamo ottenere risultati con i nostri figli.
Infine, la raccomandazione forse più efficace è: “Favorire al massimo le relazioni in presenza, non accontentarsi del mondo virtuale”.
I danni psicologici
"I danni sono notevolissimi – spiega Vicari - Sono sempre di più gli studi che confermano una stretta relazione tra il numero di ore trascorse con il device e la probabilità di sviluppare ansia e depressione". Ma non solo: "stanno emergendo nuove problematiche legate a un uso sconsiderato di internet, come ad esempio la dipendenza da porno in crescente aumento tra i maschi adolescenti (l’80% sotto i 14 anni frequenta assiduamente siti porno, con ripercussioni sulla sessualità)", spiega il neuropsichiatra. Inoltre, "proprio come avviene per la dipendenza da sostanze, sono sempre di più i minori che manifestano aggressività nei confronti dei genitori quando vengono privati del cellulare. Ecco perché è importante educare il bambino fin da piccolo a un uso ragionevole dei social", conclude Vicari

