Il long Covid tutta colpa degli autoanticporpi

Scritto il 24/03/2026
da agi

AGI - Gli autoanticorpi potrebbero essere tra i principali responsabili dei sintomi persistenti del long Covid. È quanto emerge da uno studio coordinato dall'University Medical Center Utrecht e dall'Amsterdam Umc, pubblicato su 'Cell Reports Medicine', che fornisce alcune delle prove più solide finora di un ruolo causale del sistema immunitario nella malattia. I ricercatori hanno dimostrato che anticorpi prelevati da pazienti con long Covid sono in grado di indurre sintomi simili al dolore cronico nei topi, suggerendo che queste molecole non siano semplicemente un segnale della malattia, ma possano contribuire direttamente ai suoi effetti.

Il long Covid, che colpisce oltre il 10% delle persone dopo un'infezione da Sars-Cov-2, è caratterizzato da sintomi eterogenei come affaticamento estremo, dolore, difficoltà cognitive e peggioramento dopo sforzo. Nonostante la diffusione della condizione, i meccanismi biologici alla base restano poco chiari.

Lo studio e la persistenza degli autoanticorpi

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno isolato immunoglobuline G (IgG) dal sangue di 34 pazienti e le hanno iniettate nei topi. Gli animali hanno sviluppato una persistente ipersensibilità al dolore durata almeno due settimane. Ancora più significativo, anticorpi prelevati dagli stessi pazienti a distanza di due anni hanno prodotto lo stesso effetto, indicando che il meccanismo patologico può persistere a lungo nel tempo. "Questo suggerisce che il processo alla base della malattia continua anche molto tempo dopo l'infezione iniziale", spiegano gli autori, offrendo una possibile spiegazione della durata dei sintomi nei pazienti.

Sottogruppi biologici e pattern di sintomi

L'analisi ha inoltre rivelato che il long Covid non è una singola condizione uniforme, ma comprende diversi sottogruppi biologici. I pazienti mostrano infatti differenti marcatori di danno neurologico e attivazione immunitaria, associati a firme molecolari distinte. Quando gli autoanticorpi di questi gruppi sono stati testati nei modelli animali, hanno prodotto pattern di sintomi diversi.

Autoanticorpi e componente autoimmune

I ricercatori hanno anche identificato livelli elevati di autoanticorpi diretti contro numerose proteine dell'organismo, coinvolte nella regolazione immunitaria, nella trasmissione nervosa e nel metabolismo. Molti di questi anticorpi persistono per anni, rafforzando l'ipotesi di una componente autoimmune della malattia.

Nuove prospettive terapeutiche

I risultati aprono nuove prospettive terapeutiche. Strategie in grado di rimuovere o neutralizzare gli autoanticorpi, come la plasmaferesi, l'immunoadsorbimento o terapie mirate, potrebbero offrire benefici ai pazienti, soprattutto se adattate ai diversi sottotipi biologici della malattia.

Limitazioni e studi futuri

Gli autori sottolineano tuttavia alcune limitazioni dello studio, tra cui il numero relativamente ridotto di pazienti e l'uso di campioni combinati. Saranno quindi necessari ulteriori studi per confermare i risultati e tradurli in applicazioni cliniche.

Conclusioni: il ruolo del sistema immunitario

Nel complesso, il lavoro rappresenta un passo importante verso la comprensione del long Covid e indica che il sistema immunitario, attraverso autoanticorpi persistenti, potrebbe essere uno dei principali motori dei sintomi cronici.