Fuga rocambolesca (e romantica) dalla Ddr degli anni '60

Scritto il 04/07/2026
da Eleonora Barbieri

«Sono tutti casi in sospeso da anni. Ricongiungimenti familiari tra l'Est e l'Ovest. Finché è solo innamorato, non ha la minima possibilità. Metta prima al mondo due o tre figli, aspetti sette anni e poi venga di nuovo». Il protagonista di questa storia è il padre del suo autore, Thomas Strässle: uno studente svizzero iscritto all'Università di Berlino nel luogo e nel tempo sbagliato. A Est, nel 1965. Ancora più sbagliato è il fatto che si sia innamorato di una studentessa tedesca (la futura madre dell'autore) e sogni di sposarla, ma dall'altra parte della

Cortina di ferro. È così che, per riuscire a farle lasciare la Ddr, lui inizia a bussare a ogni porta, ufficiale, ufficiosa o ambigua, ricevendo le risposte più disparate. Una è quella riportata prima. Un'altra è una cifra: cinquantamila marchi, da pagare alla Ddr a mo' di rimborso per «tutte le spese per la formazione della giovane e anche quanto avrebbe fruttato allo Stato nei prossimi quattro anni».

Quello che colpisce, nel mezzo di un'esistenza asfissiata dai controlli della Stasi e dalla burocrazia, è che i futuri genitori di Thomas Strässle non

si arrendano e non si spaventino, e anzi trovino un modo per realizzare «la famigerata Republikflucht», a rischio della vita. Perciò possiamo leggere questa straordinaria Storia di una fuga (L'orma, pagg. 148, euro 18), che è quasi un film.