Sulle pendici orientali dell’Etna, dove le correnti marine incontrano i terreni di origine vulcanica, nasce Lavi, Etna Bianco Superiore Doc di Cantine Iuppa, distribuito in Italia da Ca’ di Rajo Group. Prodotto a Milo, unico comune della denominazione autorizzato alla tipologia Bianco Superiore, il vino rappresenta una delle espressioni più caratteristiche del Carricante, vitigno che proprio in questo versante trova alcune delle sue interpretazioni più riconoscibili.
Lavi nasce da vigneti posti a circa 600 metri di altitudine, coltivati su terrazze sostenute dai tradizionali muretti in pietra lavica. Il blend è composto per il 90 per cento da Carricante e per il restante 10 da Catarratto Bianco Lucido. Le uve vengono raccolte nella prima parte di ottobre e vinificate con pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata. L’affinamento, svolto in acciaio e successivamente in bottiglia per almeno otto mesi, punta a preservare la freschezza varietale e la marcata impronta minerale che caratterizza i bianchi etnei.
Nel bicchiere si presenta con un giallo paglierino intenso. Il profilo aromatico richiama ginestra, agrumi, erbe aromatiche e leggere note iodate, mentre il sorso è giocato su equilibrio, tensione e sapidità, con una chiusura lunga e minerale. È un vino pensato soprattutto per accompagnare la cucina di mare, dai fritti ai crostacei, ma si presta anche all’abbinamento con pesci al forno e formaggi freschi.
Alle spalle di Lavi c’è una realtà relativamente giovane ma profondamente legata al territorio etneo. L’Azienda Agricola Iuppa nasce nei primi anni Duemila per iniziativa dell’ingegnere Angelo Iuppa, che sceglie di investire a Milo con l’obiettivo di produrre vini capaci di valorizzare una delle aree più vocate del vulcano. Il progetto prende forma su una proprietà di sette ettari recuperata dopo un lungo intervento di bonifica durato oltre otto anni, durante il quale sono stati ripristinati gli antichi terrazzamenti e i caratteristici muretti a secco in pietra lavica che disegnano il paesaggio agricolo dell’Etna.
L’azienda si estende tra i 500 e i 750 metri di altitudine. Le parcelle più basse sono dedicate a Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, mentre quelle superiori ospitano Carricante e Catarratto Lucido. Parte del patrimonio viticolo è costituito da vecchie vigne recuperate, alcune delle quali ultracentenarie, affiancate da nuovi impianti realizzati esclusivamente con varietà autoctone.
La conduzione segue i criteri dell’agricoltura biologica certificata, senza impiego di prodotti chimici di sintesi. La fertilità del terreno viene mantenuta attraverso il sovescio, in linea con una filosofia produttiva orientata alla tutela dell’equilibrio ambientale e alla valorizzazione delle caratteristiche del suolo vulcanico.
La produzione si concentra oggi su cinque etichette Etna Doc – Bianco Superiore, Bianco, Rosso, Rosato e Spumante – oltre a una linea Igt ottenuta da vigne a piede franco, per un totale di circa 45 mila bottiglie annue. Parallelamente prosegue lo sviluppo dell’accoglienza: entro la fine del 2026 è prevista l’apertura della nuova sede ricavata dal recupero di un antico palmento ottocentesco, che ospiterà la cantina, una sala degustazione e sei suite dedicate all’enoturismo, cui si aggiungeranno una cantina ipogea, una spa e una piscina panoramica affacciata sul paesaggio dell’Etna.