L’arresto dell’ex principe Andrea rappresenta soltanto l’ultima tappa di una vicenda lunga e controversa, segnata da scandali, accuse gravissime e una gestione della crisi che ha finito per aggravare ulteriormente la sua posizione pubblica e legale.
Tutto comincia con un’amicizia che, inizialmente, sembrava appartenere ai circoli dell’alta finanza internazionale, ma che con il tempo si è trasformata in uno dei casi più imbarazzanti e dannosi per la monarchia britannica, quella tra il Duca di York e il finanziere americano Jeffrey Epstein. Negli anni, rivelazioni, documenti giudiziari, interviste e testimonianze hanno costruito un quadro sempre più complesso, fino ad arrivare alla perdita dei titoli, dei ruoli ufficiali e, infine, all’arresto.
L’amicizia con Epstein e le prime polemiche
Nel marzo 2011 la stampa britannica iniziò a puntare con insistenza i riflettori sul rapporto tra Andrea ed Epstein, già condannato negli Stati Uniti per reati sessuali che coinvolgevano una minorenne. L’opinione pubblica si chiese come fosse possibile che un membro senior della famiglia reale potesse mantenere legami con una figura così controversa.
Le critiche aumentarono quando emerse che Sarah Ferguson, ex moglie di Andrea, aveva ricevuto un aiuto economico da Epstein per saldare alcuni debiti. A rendere la situazione ancora più delicata fu una fotografia scattata nel dicembre 2010 a New York, Andrea e Epstein passeggiavano insieme a Central Park, dopo la scarcerazione del finanziere. Nel luglio 2011 Andrea fu costretto a lasciare il ruolo di inviato speciale per il commercio internazionale del Regno Unito. Ufficialmente dichiarò di aver interrotto ogni rapporto con Epstein.
Le accuse di Virginia Giuffre
La situazione precipitò nel dicembre 2014, quando in un atto depositato in Florida comparve il nome di Andrea tra le figure di alto profilo accusate di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne, poi identificata come Virginia Giuffre. Giuffre dichiarò di essere stata vittima di traffico sessuale organizzato da Epstein e di aver avuto rapporti con il principe in tre occasioni, a Londra nel 2001, quando aveva 17 anni, e successivamente a New York e sull’isola privata di Epstein, Little Saint James.
Una fotografia che ritrae Andrea con il braccio attorno alla vita della giovane, con Ghislaine Maxwell sullo sfondo, fece il giro del mondo. I sostenitori del principe ne misero in dubbio l’autenticità, ma l’immagine divenne uno degli elementi simbolo della vicenda. Nel febbraio 2022 la causa civile intentata da Giuffre contro Andrea si concluse con un accordo extragiudiziale per una cifra non resa pubblica, senza ammissione formale di colpa da parte del principe.
Le nuove testimonianze
Nel 2019 ulteriori documenti giudiziari rivelarono nuove testimonianze. Una seconda donna, Johanna Sjoberg, dichiarò che Andrea le avrebbe messo una mano sul seno durante un incontro nella residenza newyorkese di Epstein. Nello stesso periodo emerse uno scambio di email del 2013 in cui si faceva riferimento a un “Andy” identificato come il principe Andrea, presente nella casa di Epstein. Ogni nuova rivelazione contribuiva ad alimentare dubbi e pressioni sulla famiglia reale.
L’intervista disastrosa alla BBC
Nel novembre 2019 Andrea decise di rompere il silenzio con un’intervista televisiva alla BBC, nel programma Newsnight, condotta da Emily Maitlis e registrata a Buckingham Palace. L’intervista si rivelò un disastro comunicativo. Andrea dichiarò di non ricordare Virginia Giuffre, mise in dubbio la foto che li ritraeva insieme e fornì spiegazioni che suscitarono incredulità, come quella secondo cui non avrebbe potuto sudare durante una serata in discoteca per via di un problema fisico legato a un presunto “eccesso di adrenalina” durante la guerra delle Falkland. Le sue parole furono percepite come prive di empatia verso le presunte vittime. I media definirono l’intervista una “catastrofe” dal punto di vista delle relazioni pubbliche, la peggiore crisi per la monarchia dai tempi della morte della principessa Diana.
La perdita dei titoli
Pochi giorni dopo l’intervista, Andrea annunciò la sospensione dai doveri pubblici “per il prossimo futuro”, con il consenso della regina Elisabetta II. Nei mesi successivi perse progressivamente tutti i suoi incarichi e patronati. Aziende e università interruppero i rapporti con lui. Nel 2020 annunciò il ritiro permanente da ogni ruolo pubblico. Nel gennaio 2022 la regina Elisabetta II gli revocò le affiliazioni militari e i patronati reali, stabilendo che non avrebbe più utilizzato il titolo di “Sua Altezza Reale” in ambito ufficiale.
Nel 2025 emersero nuove email che sembravano contraddire la versione fornita in passato sulla fine dei rapporti con Epstein. A ottobre dello stesso anno fu avviata la procedura per la rimozione di tutti i titoli, compreso quello di Duca di York. Andrea venne identificato formalmente come Andrew Mountbatten-Windsor.
L’accusa di mancata collaborazione
Le autorità statunitensi dichiararono nel 2020 che Andrea non aveva fornito alcuna collaborazione concreta alle indagini federali su Epstein, nonostante avesse affermato pubblicamente di essere disposto a testimoniare. Questo elemento aggravò ulteriormente la sua posizione sul piano internazionale, aumentando le richieste di chiarimenti e persino di un’eventuale estradizione. Nel frattempo anche alcune organizzazioni benefiche legate al suo nome finirono sotto esame da parte degli organi di controllo britannici.
Dalla crisi all’arresto
L’arresto del principe Andrea non è quindi un evento isolato, ma il risultato di anni di rivelazioni, pressioni giudiziarie, perdita di credibilità e nuovi elementi emersi nel tempo.
Le accuse, le testimonianze, i documenti e le contraddizioni nelle sue dichiarazioni hanno progressivamente costruito un quadro che ha spinto le autorità ad approfondire le indagini fino a compiere il passo più drastico. Oggi l’arresto segna un punto di svolta storico, per la prima volta un membro così vicino alla linea di successione al trono britannico si trova al centro di una vicenda giudiziaria di tale portata.