Alla curva a gomito del suo calendario, costituita dal Como a San Siro, il Milan rallenta e perde altri due punti rispetto all'Inter scendendo a meno 7. A spingere in avanti il Como è un erroraccio di Maignan riparato nella ripresa da una prodezza balistica di Leao, una delle poche giocate di grande rilievo. Non è stata una grande serata di calcio per i calcoli tattici delle rispettive panchine e nell'occasione il Milan ha patito l'assenza di Rabiot più del dovuto forse. L'imbattibilità raggiunge quota 24 con 54 punti.
Le prime sorprese arrivano dai due allenatori. Fabegras corregge il disegno del suo Como correggendolo in un 3-4-2-1 per evitare le sorprese della sfida di andata, Allegri risponde con il doppio play (Jashari al fianco di Modric) per rimpiazzare l'assenza di Rabiot che si avverte subito. Manca la sua fisicità. Nella prima frazione somiglia più a una partita a scacchi, mossa e contromossa, per via della grande attenzione tattica a non scoprire nemmeno un metro quadro di prato con la difesa del Como molto alta per far scattare la trappola del fuorigioco. Solo un errore può schiodare il risultato. E infatti dopo la mezz'ora, dal protagonista meno atteso, Mike Maignan, fin qui protagonista di un super torneo, arriva lo sfondone che condanna il Milan ed esalta Nico Paz, al gol dopo il digiuno lungo 4 turni. È una specie di autogol, passaggio sbavato del francese direttamente sull'argentino al limite dell'area e gol beffardo a porta vuota. La reazione rabbiosa dei rossoneri si esaurisce sul destro di Tomori da cross di Athekame che coglie Butez al posto giusto e capace di una prodezza miracolosa.
Nella ripresa Allegri provvede ai cambi: uno per necessità (Pavlovic ko), Gabbia, gli altri per esigenza palese (fuori Athekame, Ricci e più avanti Nkunku) e ne ricava subito il profitto nella più classica delle azioni di contropiede, lancio di Jashari telecomandato per Leao che col pallonetto anticipa tutti, difensori e portiere in uscita. Dopo 1 mese e mezzo Rafa timbra il cartellino. Sullo slancio del pareggio raggiunto e grazie alla spinta dei 75 mila, il Milan guadagna fluidità di gioco e maggiore pericolosità grazie anche alla guida di Modric e alla corsa di Fofana. Leao scheggia la traversa di testa ma in fuorigioco. Il Como si ribella al risultato, Ferguson cambia mezzo schieramento e risponde colpo su colpo. Nel finale sale la tensione, fioccano i gialli: qualche scintilla tra Saelemaekers e la panchina del Cono: ne fa le spese Allegri, espulso, senza aver fatto nulla di grave.