Il governo ha varato ieri il decreto Energia, mobilitando risorse e benefici per oltre 5 miliardi. La premier Giorgia Meloni ha rivendicato la portata dell'intervento spiegando che l'obiettivo "è fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese".
Il pacchetto predisposto dal ministro dell'Ambiente Pichetto. interviene innanzitutto sulle famiglie più fragili, con un contributo straordinario da 115 euro nel 2026 per i beneficiari del bonus sociale elettrico, che porta il sostegno complessivo fino a 315 euro annui. Per il ceto medio con Isee fino a 25mila euro viene invece introdotto un meccanismo di sconti volontari in bolletta da parte dei fornitori, mentre sul fronte produttivo si agisce sugli oneri generali di sistema, con una riduzione degli oneri di sistema per le utenze non domestiche e il taglio dei costi di trasporto e distribuzione del gas per le imprese. A finanziare l'operazione contribuisce anche l'aumento di due punti dell'Irap per le aziende energetiche nel biennio 2026-2027, risorse destinate integralmente ad abbattere le bollette del sistema produttivo. Il decreto punta inoltre a favorire contratti di lungo periodo per l'energia rinnovabile attraverso la piattaforma del Gse e introduce interventi sugli impianti fotovoltaici incentivati per liberare risorse.
Meloni ha insistito sulla dimensione dei benefici. "Un artigiano o un piccolo ristoratore avrà una riduzione media di oltre 500 euro l'anno sulla bolletta elettrica e di 200 su quella del gas", mentre per le imprese più energivore il taglio potrà superare i 220mila euro annui. Centrale anche il tentativo di disaccoppiare il prezzo dell'elettricità da quello del gas, intervenendo sul meccanismo degli Ets, misura che richiederà l'ok europeo ma che il governo considera decisiva per la competitività industriale.
Dal mondo produttivo arrivano segnali di apprezzamento. Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha parlato di "misure concrete a sostegno di famiglie e imprese" e soprattutto di un primo passo verso "una visione più ampia e strutturale di politica industriale", ricordando come il costo dell'energia resti uno dei principali fattori di criticità per il sistema manifatturiero. Più prudente la posizione dell'ad di Edison Nicola Monti, secondo cui "fare manovre invasive rischia di distorcere gli equilibri", mentre sugli Ets è "improbabile una modifica unilaterale di un provvedimento europeo", che ha invitato a creare condizioni favorevoli agli investimenti nelle rinnovabili.
Nel Consiglio dei ministri è arrivato anche il via libera agli interventi per le emergenze legate al ciclone Harry e alla frana di Niscemi, con risorse complessive superiori al miliardo di euro destinate a famiglie, imprese e territori colpiti. Misure che confermano, secondo il sottosegretario Matilde Siracusano (Fi), l'attenzione dell'esecutivo nel sostenere le comunità in difficoltà.
Sul fronte parlamentare, intanto, il decreto Milleproroghe registra tensioni per il mancato rinnovo del credito d'imposta sulla carta per le imprese editoriali. Il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti ha denunciato l'"ennesima decisione del governo e dei partiti di maggioranza che dimostra l'assenza di volontà di sostenere con i fatti un comparto fondamentale", mentre dall'esecutivo si rivendicano gli oltre 120 milioni già stanziati nell'ultimo anno per sostenere l'ecosistema dell'informazione. Un confronto destinato a proseguire nelle prossime settimane, mentre la maggioranza valuta possibili correttivi su altre norme del provvedimento.