Hannoun raccoglie fondi, l’"ombra" dell’Fplp

Scritto il 19/05/2026
da Giulia Sorrentino

L’Iban indicato è di un centro che elogia i terroristi del fronte arabo

Ci risiamo con le raccolte fondi. Mohammad Hannoun, in carcere con l'accusa di essere l'uomo a capo della cupola di Hamas in Italia, ha aperto negli anni diverse associazioni, tra cui l'Abspp (Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, al centro dell'inchiesta della Procura di Genova come presunto veicolo di soldi inviati ai terroristi e raccolti con la scusa della beneficenza) e l'Api, l'associazione dei palestinesi in Italia. Ed è tramite quest'ultima che è stato lanciato nelle ultime ore un appello per raccogliere fondi proprio per Hannoun e per i suoi sodali in carcere in custodia cautelare con il medesimo capo di imputazione. Si tratta di Raed Dawoud e Yaser Elsaly, i referenti dell'Abspp milanese, e Riyad Albystanji, soprannominato «lo sceicco», l'uomo residente in Norvegia che teneva nei centri culturali in Italia i suoi «sermoni incendiari» volti a raccogliere proventi e considerato il punto di collegamento tra l'associazione e le Brigate Al Qassam, il braccio armato di Hamas.

Nel comunicato si legge che «il loro unico reato è stato quello di aver svolto un lavoro umanitario in Palestina e nei campi profughi attraverso l'Abspp portando aiuto, assistenza e speranza a popolazioni che da decenni vivono sotto occupazione, violenze e privazioni. Tutte le loro attività sono state condotte in piena trasparenza», anche se ci sono intercettazioni in cui fanno riferimento all'acquisto di un immobile con i soldi degli orfani, o in cui menzionano colloqui e incontri con i vertici del terrorismo palestinese. E allora dicono: «Per aiutarli dona anche una piccola somma. Non c'è importo minimo o massimo: ogni contributo aiuta a coprire le spese legali». L'importo necessario stimato ammonta a 100mila euro e la quasi totalità di chi ha donato finora sulla piattaforma dedicata risulta anonimo. Ma che iban hanno indicato? Nessuno di quelli precedentemente utilizzati, bensì quello del Centro Documentale italiano della Palestina Storica. Ma non è un centro qualunque, ma una realtà che elogia il FPLP. il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, configurato come gruppo terroristico in Europa dopo i fatti dell'11 settembre 2001 e in Usa già dal 1997. «Ricorre oggi il ventesimo anniversario dell'arresto del Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa'adat, per mano della cosiddetta Autorità Palestinese, dietro direttive e pressioni sioniste e statunitensi», scrivono. Ma ricordano anche il decimo anniversario della scomparsa di George Habash, fondatore nel 1967 del FPLP, l'uomo che di oppose agli accordi di Oslo, una serie di intese firmate tra Israele e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) nel 1993 e 1995. E Abu Ali Mustafa, l'allora segretario generale del FPLP, a 19 anni dalla sua morte. Tra foto di bandiere del Libano e post con la strategia politica e militare di Al Fatah, perché il mondo di Hannoun si è rivolto a loro? Che collegamenti ci sono?

Non dimentichiamo, come la stessa storica Giordana Terracina sottolinea, che «il gruppo si distinse rapidamente per la scelta della lotta armata internazionale, inclusi dirottamenti aerei, attentati e operazioni contro obiettivi israeliani e occidentali. Tra gli episodi più celebri ricordiamo i dirottamenti multipli del 1970 verso Dawson's Field, in Giordania, l'attentato all'aeroporto di Lod del 1972, compiuto insieme all'Armata Rossa Giapponese e numerose operazioni contro obiettivi israeliani durante gli anni Settanta e Ottanta, oltre a essere stati coinvolti per via indiretta anche in casi che hanno riguardato l'Italia».