Dopo Bergamo, è successo di nuovo a Caivano, nel napoletano. Un altro tentativo choc di rapire un bimbo dalle braccia della madre, un altro dramma sventato per un soffio, inquietante come quello avvenuto sabato scorso all'ingresso dell'Esselunga di via Corridoni a Bergamo, dove un ucraino 47enne senza fissa dimora ha tentato di rapire una bambina di un anno e mezzo, rompendole un femore nella concitazione. Martedì sera stessa scena in un supermercato Md di via Atellana, a Caivano.
Qui è uno straniero di 45 anni, visibilmente ubriaco, a terrorizzare una donna che sta uscendo con un'amica e i rispettivi figli dall'esercizio commerciale dopo aver fatto la spesa. "Questo non è tuo figlio, dammelo", le grida indicando il suo bimbo di 5 anni e cercando di prenderlo in braccio. La mamma, aiutata dall'amica, a questo punto rientra nel market, seguita dall'uomo, scappato solo dopo l'intervento della cassiera. Ii carabinieri ricostruiscono i fatti grazie alle immagini delle telecamere, rintracciano il 45enne che ancora bazzicava nei pressi del supermercato e lo arrestano per tentato sequestro di persona. Lo stesso reato contestato all'uomo fermato a Bergamo, che ieri davanti ai gip non ha saputo spiegare il perché del suo gesto: "Non sapevo se fosse una bambina o un peluche", si è limitato a dire prima di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Due fatti a distanza di pochi giorni l'uno dall'altro, che allarmano i genitori. Anche alla luce dei non pochi precedenti. Seppure le notizie spesso finiscono in poche righe di cronaca e non si possa parlare di un vero e proprio fenomeno, i casi ci sono. Spesso i protagonisti sono sbandati o persone con problemi psichiatrici, ma la sensazione è che possa accadere in qualsiasi momento a chiunque. Come a quella mamma con due figlie gemelle di 10 anni che lo scorso marzo, a Milano, è stata avvicinata da un uomo italiano di 50 anni mentre era seduta ai tavolini di un bar vicino alla scuola. Dopo aver guardato insistentemente le bambine, il 50enne le avrebbe afferrate per le braccia strattonandole. Dopo una breve fuga, l'arresto. Sempre a marzo del 2025 momenti di paura in pieno centro a Viterbo, quando una donna dell'Est ha tentato di rapire una bambina di appena due anni, sfilandola dal passeggino. È stato il padre ad intervenire riuscendo a riprendersi la figlia, mentre la sconosciuta si dileguava tra la folla. A novembre dello stesso anno succede di nuovo, questa volta in stazione a Padova. Il protagonista è un tunisino di 22 anni che dopo aver colpito al volto un giovane padre romeno è scappato con la sua piccola custodita nel passeggino. Dopo l'allarme dato dalla stessa vittima, gli agenti delle volanti hanno catturato e arrestato il nordafricano per tentato sequestro.