Un riconoscimento alle due associazioni di volontari Psicologi per i popoli e Sipem Sos e all'Asst Niguarda per l'impegno di sostegno psicologico profuso durante l'emergenza di Crans- Montana. Valentina Di Mattei, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, sottolinea come "per un meccanismo, anche fisiologico, si tende a dimenticare presto l'emergenza e a metterla da parte. Noi abbiamo scelto di non dimenticare: innanzitutto perchè siamo orgogliosi del contributo che gli psicologi dell'emergenza lombardi hanno saputo dare sul campo, e poi perchè a un mese di distanza vogliamo chiederci cosa possiamo imparare, come professionisti e come Lombardia, dal trauma collettivo".
Oltre al lavoro straordinario svolto da quetsi professionisti, la trageda ha messo in luce alcune criticità, a partire dall'assenza di una rete strutturale che metta a sistema gli enti di volontariato registrati presso la Protezione civile e, quindi titolat a operare, e una serie di altre realtà o singoli professionisti che sono andati per offrire il loro aiuto, non sempre con risultati proficui. "Nelle situazioni di emergenza - spiega Rita Fioravanzo, coordinatrice del Gruppo di lavoro emergenze e presidente dell'Istituto europeo di psicotraumatologia -c'è una curva del soccorso che vuol dire un impegno massimo da parte di tutti, in modo caotico, all'inizio ma che non trova seguito nelle fasi successive, che sono altrettanto importanti". Seconda nota dolente: nelle situazioni di emergenza ci sono sempre problemi logistici, dal viaggio al pernottamento per chi si reca sul luogo, che devono trovare risposte.
"Infine c'è il tema - continua Fioravanzo - del rapporto con il Servizio Sanitario Nazionale: con il decreto regionale del 2024 sono state create le Équipe di psicologia dell'emergenza aziendale (Epea) in ogni Asst, che stiamo formando. Si tratta di piccoli team composti da un responsabile e due o tre psicologi già in organico. Avremo così un coordinamento fra il mondo del volontariato e il sistema sanitario, anche perché ogni emergenza conosce una prima fase di picco, che non si esaurisce: ci sono persone che necessitano di essere supportate anche per molti mesi dopo l'evento. Ed è qui che interviene la rete con il pubblico su due binari: l'aspetto logistico assistenziale, ovvero trovare alloggio, srvizi e beni di pirma necessità a chi ha perso tutto e l'invio ai servizi territoriali per il supporto psicologico, che però deve avere una corsia preferenziale. Tradotto: niente liste d'attesa. A questo proposito verrà costituito un tavolo tecnico In Regione per definire competenze e poteri delle Epea e creare un libro bianco della psicologia dell'emergenza.