L'autopsia sull'omicidio di Sako a Taranto: accoltellato due volte al torace e una all'addome

Scritto il 19/05/2026
da agi

AGI - Tre ferite da taglio non sanguinanti, due al torace e un’altra alla regione addominale destra, compatibili con lesioni profonde e con un grave quadro di compromissione interna. È il primo responso del medico legale Roberto Vaglio dopo l’autopsia eseguita nel pomeriggio di oggi sul corpo di Sako Bakari, il 35enne immigrato del Mali, bracciante agricolo, che all’alba del 9 maggio è stato ucciso a coltellate da un 15enne nella città vecchia di Taranto dopo essere stato aggredito e picchiato da un gruppo di altre cinque persone, di cui tre minori e due maggiorenni.

Le misure cautelari per i sei indagati

Per tutti e sei, i gip del Tribunale dei minori e del Tribunale ordinario, pur non convalidando i provvedimenti di fermo, hanno comunque disposto la loro permanenza negli istituti minorili di pena per i minori e in carcere per i due maggiorenni. Gli avvocati delle persone accusate di omicidio hanno nominato dei consulenti per l’autopsia e il medico legale ha preso 60 giorni di tempo per redigere la relazione da consegnare all’autorità giudiziaria e altrettanti il perito per estrapolare la copia forense circa i dati dei cellulari delle persone coinvolte nel delitto e delle immagini della videosorveglianza del bar di piazza Fontana, dove Sako aveva cercato rifugio dopo l’aggressione venendo invece respinto dal titolare dell’esercizio commerciale insieme ai suoi aggressori.

La fuga disperata e la morte in piazza

A causa delle coltellate, Sako Bakari morirà in piazza poco dopo essere uscito dal locale. Il titolare del bar è stato indagato per favoreggiamento e il locale chiuso dal questore di Taranto per 60 giorni sia per le vicende collegate al delitto del giovane immigrato, che per la presenza di pregiudicati con vari reati a carico riscontrata nei precedenti controlli di polizia.