Cortei a Milano, la Procura: "Siher può sviluppare una strategia rivoluzionaria"

Scritto il 26/10/2026
da agi

AGI - Dopo i cortei di sabato, la Procura di Milano ha chiesto la convalida del fermo di Youssef Siher per le esigenze cautelari del "pericolo di fuga e della reiterazione del reato".  Siher è accusato di istigazione a delinquere, terrorismo e violenza organizzata. L'udienza di convalida si svolgerà domani alle 9 e 30 nel carcere di San Vittore  e sarà celebrata dalla gip Tiziana Landoni, La decisione sulla convalida o meno del fermo potrebbe arrivare già domani. L'indagato potrà avvalersi della facoltà di non rispondere o decidere di fornire la sua versione dei fatti.

 Youssef Siher in una cella singola nella sezione Alta sicurezza 

 Youssef Siher si trova detenuto in una cella singola del carcere di San Vittore e, a quanto apprende l'AGI, è classificato come detenuto del 'circuito Alta Sicurezza 2' destinato ai reclusi imputati o condannati per delitti commessi con finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine democratico mediante atti di violenza. Al circuito AS2 venne assegnato in passato anche, tra gli altri, l'ex militante del Pac, proletari armati per il comunismo, Cesare Battisti. 

Cortei a Milano, la Procura chiede la convalida per Siher

Youssef Siher era "a conoscenza degli strumenti informatici idonei a sviluppare una strategia rivoluzionaria anche attraverso la pubblicazione di comunicati utili a concentrare in piazza migliaia di persone". Con queste parole la pm Francesca Crupi ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per il presunto promotore del 'Movimento 17 ottobre'. 

Il pm: "Siher può sviluppare una strategia rivoluzionaria"

 "Le istruzioni fornite agli utenti - evidenziano il procuratore Marcello Viola e la pm Francesca Crupi - denotano un chiaro disegno strategico nel senso che le piazze indicate come luogo di concentramento risultavano per l'appunto strategiche al fine di impedire i controlli delle forze dell'ordine".

La Procura ritiene "insufficiente" la misura dei domiciliari. Sono ancora in corso gli accertamenti sul pc di Siher e su un'altra chat del trentenne della quale si fa cenno nel provvedimento di fermo.

Da quanto trapela in ambienti giudiziari al momento non ci sono evidenze di un legame tra Youssef Siher e gli hacker filorussi di 'Noname'.

"Può sfruttare la sua cultura per gravi reati"

Youssef Siher deve restare in carcere perché c’è il rischio che commetta nuovi reati considerando “la sua particolare capacità delinquenziale nel senso di sapere sfruttare il suo elevato background culturale e i suoi contatti relazionali al fine di porre in essere gravi reati”. Lo scrivono il procuratore Marcello Viola e la pm Francesca Crupi nella richiesta di convalida del fermo del presunto ’ideologo’ del Movimento 17 ottobre.

Secondo l’accusa, “ha dimostrato particolare abilità e acume” ed è stato “capace di creare in pochi giorni, un gruppo Telegram di oltre 11 mila persone, la maggiore parte delle quali chiaramente propense a porre in essere condotte delittuose contro l'ordine pubblico” e “ha dato prova di conoscere gli strumenti informatici idonei a sviluppare la sua strategia rivoluzionaria anche mediante la redazione di comunicati idonei a concentrare nelle piazze migliaia di persone pronte a tutto”.

L'ideatore della chat "Movimento 17 ottobre" 

Italiano di seconda generazione, il 30enne di origine marocchine, è considerato l’ideatore della pagina “Movimento 17 ottobre”, nato dopo i saccheggi a Milano del 17 e 18 ottobre scorsi con tanti giovanissimi (molti 'arruolati' sui social) identificati perché protagonisti delle devastazioni di negozi e vetrine.  

Ricercatore e attivista, secondo chi indaga, è vicino alle posizioni pro Pal. Sabato scorso è stato perquisito e poi interrogato in Questura prima del ‘click’ via social sulla ‘convocazione’ delle piazze della protesta in una giornata, sabato scorso, segnata da perquisizioni, blitz della polizia, scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Un sabato ad alta tensione ma senza le devastazioni della scorsa settimana che hanno trasformato molte città italiane (con Milano in primo piano) in un set di guerriglia urbana.