AGI - I No Tav e il Blocco Nero sono ormai una amalgama sempre più difficile da scomporre. L’assalto al cantiere in Val di Susa restituisce il modus operandi di un gruppo ben organizzato. I professionisti del disordine indossano il K-wai scuro di ordinanza. Le maschere antigas. Nelle tasche gonfie di pietre c’è pure il maalox per mitigare l’onda dei lacrimogeni. Tutti vestiti di nero dalla testa ai piedi. Parlano inglese e con nomi in codice per nascondere la loro identità ai video della digos.
I No Tav e il Blocco Nero, nomi in codice e squadriglie
Divisi in squadriglie si riconoscono anche per le etichette incollate sull’uniforme da ‘combattimento’. Non solo italiani. Gran parte degli antagonisti arrivano dalla Francia ma pure dalla Spagna e dalla Germania. E hanno marciato tra i sentieri della Val di Susa nascondendosi sotto gli ombrelli per non farsi sorprendere dall’occhio dei droni della polizia.
L'arsenale del Blocco Nero
Nel loro arsenale ci sono molotov, sassi, petardi e altri ordigni artigianali. Gli attivisti del Blocco Nero rappresentano la galassia internazionale su cui si concentra chi indaga sui responsabili degli scontri di sabato in Val di Susa. Proprio al Blocco Nero dovrebbero appartenere i quattro stranieri arrestati oggi dalla Procura di Torino.
Il reato di devastazione
Nell’inchiesta si ipotizza il reato di devastazione ma non si esclude che si possano aggiungere altre ipotesi di reato. Nella marcia di sabato gli incappucciati erano in centinaia. Deviando dal corteo iniziale hanno attraversato i boschi per non farsi intercettare dalla polizia e hanno divelto con i flessibili le recinzioni del cantiere.
"Una violenza organizzata"
Poi è scoppiata la guerriglia con le forze dell’ordine che hanno registrato complessivamente (tra polizia, carabinieri e guardia di finanza) 126 feriti. “Una violenza organizzata. Lo stato non intende indietreggiare”, le parole di Giorgia Meloni in vista questa mattina al cantiere devastato.
La galassia degli anarchici ecologisti francesi
Da Seattle a Genova fino alla manifestazione contro lo sgombero di Askatasuna a Torino, il termine black bloc è diventato sinonimo di azioni violente. Tra gli antagonisti che hanno attaccato il cantiere in Val di Susa in tanti provenivano dalla Francia
Tra i più noti attivisti ambientalisti francesi c’è il gruppo “Les soulèvements de la terre (“La rivolta della terra”). Si tratta di un movimento radicale francese nato nel 2021. Riunisce attivisti per il clima, frange della sinistra antagonista, contadini e gruppi autonomi che praticano la disobbedienza civile e il sabotaggio contro la cementificazione e l'agroindustria.
La galassia degli antagonisti Oltralpe comprende diversi altri movimenti (affini) come “Zone à défendre” e “Bassines Non Merci”. La Digos solo nella giornata di oggi ha identificato altre 800 persone nei controlli a Venaus al termine del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav. Ora gli inquirenti e gli investigatori sono impegnati nel (difficile) lavoro di attribuire un nome e un cognome ai responsabili degli scontri.