Crosetto: "La Marina Militare garantirà il passaggio di navi italiane nello stretto di Bab...

Scritto il 17/09/2026
da agi

AGI - "Di fronte alla difficile situazione che si sta ripresentando nello stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge alla crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane". Parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto alla quarta edizione del Forum 'Risorsa Mare 2026'.  

Protezione delle rotte marittime e dell’economia

"Abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio e per acquisire le informazioni utili e necessarie attraverso l'opera del comparto e la cooperazione con noi - spiega il ministro su X - non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici aggravino una situazione già complessa, con conseguenze dirette sulla nostra economia e sulla vita dei cittadini. Quando una rotta marittima viene interrotta, le merci arrivano in ritardo, i costi aumentano e crescono i prezzi per famiglie e imprese. E ogni crisi economica colpisce soprattutto le persone più fragili, mettendo a rischio la coesione sociale e la stabilita' del Paese".

La sicurezza oltre la difesa tradizionale

Per Crosetto, "difendere la libertà di navigazione significa quindi proteggere i nostri approvvigionamenti, il lavoro delle aziende, il potere d'acquisto delle famiglie e la capacità dell'Italia di produrre ricchezza. Significa anche difendere ciò che si trova sotto la superficie del mare: i cavi attraverso cui transitano i dati, i collegamenti energetici e tutte quelle infrastrutture essenziali di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando vengono danneggiate".

Difesa economica, energetica e digitale

"Oggi il compito della Difesa va ben oltre il suo perimetro tradizionale. Non riguarda soltanto la protezione fisica del territorio da possibili minacce, ma anche la sicurezza economica, energetica, digitale e delle comunicazioni. Perché si può colpire una Nazione non soltanto con le bombe, ma anche compromettendone l'economia, la coesione sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Quasi il 90% del traffico mondiale delle merci - conclude Crosetto - viaggia via mare. Per una grande Nazione marittima come l'Italia, presidiarlo sopra e sotto la superficie significa difendere la propria sicurezza, la propria prosperità e il proprio futuro. Il mare è da secoli parte della nostra storia e una delle principali fonti della nostra ricchezza. La Difesa e la Marina Militare continueranno a proteggerlo, intervenendo con concretezza ogni volta che sarà necessario tutelare gli interessi nazionali e la sicurezza degli italiani".

Valutazione della situazione operativa

In serata in una nota la Marina Militare fa sapere che il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dato indicazioni ai vertici militari di effettuare un'attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso. Nel dettaglio, le disposizioni sono state rivolte al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al Capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, e al Comandante del Covi, generale Giovanni Maria Iannucci, affinché predispongano in pieno coordinamento un piano per garantire il libero transito delle navi di interesse nazionale attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb.

Verifica se serve l'autorizzazione del Parlamento

Parallelamente, il titolare della Difesa ha chiesto di verificare il quadro giuridico attuale. L'obiettivo è chiarire se sia possibile, ove necessario, richiamare sotto comando nazionale assetti delle Forze Armate italiane già presenti nell'area e impegnati in altre operazioni, o se sia invece richiesta una nuova e specifica autorizzazione del Parlamento, anche alla luce delle decisioni adottate da Paesi alleati e partner. L'obiettivo è proteggere il naviglio di interesse nazionale e a tutelare la libertà di navigazione, operando nel rispetto del quadro normativo, del mandato parlamentare, degli impegni internazionali e delle regole di ingaggio vigenti.