AGI - "La remigrazione? Io l'ho fatta con quello che gia' c'e', non serve una nuova legge". A Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo, comune di 11 mila abitanti del Trevigiano, sono bastati 170 euro per il biglietto aereo, una cinquantina per quello del treno e qualche altra piccola spesa. Duecentocinquanta euro in tutto per permettere ad uomo di origine marocchine di circa 60 anni, senza lavoro e senza un permesso di soggiorno valido, di tornare in Marocco dopo dodici anni trascorsi in Italia.
"Servono volontà di ascolto e analisi caso per caso"
"Questa vicenda - spiega il sindaco e coordinatore provinciale dell'Udc all'AGI - mi porta a fare una riflessione semplice: spesso gli strumenti per affrontare certe situations esistono gia', ma prima di arrivare alle emergenze serve la volonta' di ascoltare, confrontarsi e capire il caso concreto. Una persona di circa sessant'anni, di origine straniera, da anni viveva una situazione di marginalita', senza reali prospettive di lavoro e con difficolta' che nel tempo stavano creando anche problemi alla comunita'. Invece di aspettare che la situazione peggiorasse ulteriormente, attraverso il dialogo con l'amministrazione e' stata trovata una soluzione: un rimpatrio volontario, con il necessario supporto".
"Si parla molto di remigrazione, spesso utilizzandola come slogan politico. Ma oltre agli slogan ci sono persone, situazioni concrete e strumenti che possono essere utilizzati gia' oggi - prosegue - Forse sarebbe utile che nei Comuni si facesse piu' spesso questo tipo di analisi caso per caso, cercando di capire cosa sta succedendo e quali possibilita' esistono, prima che una situazione diventi ingestibile. Non tutto puo' essere risolto, naturally, ma prevenire e' diverso dal lasciare che un problema arrivi al punto di non ritorno".
Dall'elemosina al biglietto per il Marocco: la vicenda del 60enne
Per il 60enne marocchino gli ultimi anni si erano fatti sempre piu' difficili: niente lavoro, niente casa, qualche espediente, qualche piccolo furto perche' i soldi raccolti con l'elemosina non bastavano mai. Da qui la decisione di chiedere aiuto al Comune. "Se mi compri il biglietto, torno a casa" ha detto il 60enne quasi come una battuta. "Ok, ho risposto - racconta il sindaco - vieni lunedi' che facciamo tutto. Abbiamo verificato che non ci fossero pendenze e che i documenti fossero in regola, l'abbiamo lavato (perche' probabilmente l'ultima doccia l'aveva fatta piu' di un anno fa), un negoziante della zona ci ha dato dei vestiti, gli abbiamo dato da mangiare e l'abbiamo accompagnato in aeroporto".
I precedenti a Pieve di Soligo
Non una novita', a ben guardare, per Pieve di Soligo se si considera che 4 anni fa una cosa simile era accaduta per un giramondo danese che, avendo perso il passaporto, non poteva rientrare a casa. E anche in quel caso il sindaco aveva organizzato il trasferimento in ambasciata per i documenti e l'acquisto del biglietto aereo. "Ovviamente si deve valutare caso per caso ma alla fine, amministrare significa anche questo: meno slogan, piu' ascolto; meno propaganda, piu' confronto; meno attesa, piu' prevenzione" ha infine concluso il sindaco.