AGI - La bolletta dell'acqua crescerà del 40%. Da un giorno all'altro un aumento che pesa sugli utenti come un macigno. Accade in 34 comuni della provincia di Caserta. Ma gli utenti non ci stanno e decidono di mobilitarsi attraverso Federconsumatori Campania APS insieme ai comitati a difesa dell'acqua pubblica. Parte così una formale diffida ad Arera (l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) per verificare la legittimità delle tariffe idriche deliberate dall'Ente Idrico Campano nell'agosto 2025. È questa l'iniziativa intrapresa nei confronti di I.T.L. S.p.A., il gestore del servizio idrico integrato in 34 Comuni della provincia di Caserta. La delibera dell'ente regionale è giunta in concomitanza con l'avvio del percorso di privatizzazione della stessa società di gestione, un passaggio che aveva già innescato la mobilitazione dei comitati territoriali.
L'atto di diffida si basa su cifre emblematiche: l'incremento tariffario previsto per il periodo 2024/2027 supera il 40%. A fronte di questa impennata nei costi per l'utenza, i costi operativi del servizio sono destinati a stabilizzarsi oltre i 45 milioni di euro all'anno per gli esercizi futuri, mentre gli investimenti effettivamente realizzati sulla rete idrica sono risultati ampiamente inferiori a quelli inizialmente programmati.
Le ricadute sulle famiglie
Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania APS, guarda agli effetti collaterali del provvedimento dell'ente idrico: "La delibera dell'EIC traduce in bolletta una pesante ennesima contrazione del potere d'acquisto delle famiglie casertane - spiega - Risulta necessario condurre una verifica attenta sui conguagli che derivano da costi accumulati nelle precedenti gestioni e, contemporaneamente, capire perché gli investimenti programmati non siano stati realizzati. Non possiamo accettare che il costo di un servizio essenziale come l'acqua diventi una voce di spesa in costante crescita, scaricata su una classe media e su una classe più povera già strette tra caro bollette, caro carburanti e caro vita. A chi gestisce un bene comune chiediamo invece efficienza e qualità: il minimo indispensabile, non un favore. Siamo lieti, in questa battaglia, di avere al nostro fianco i comitati dei cittadini, che attraverso un loro rappresentante hanno formalmente sottoscritto con noi la richiesta ad Arera".
I precedenti in Campania
La vertenza casertana ricalca dinamiche già osservate sul territorio regionale. Nel gennaio scorso, Federconsumatori Campania aveva sollevato analoghe contestazioni in merito a un aumento superiore al 30% sulle bollette di 131 Comuni delle province di Avellino e Benevento, serviti da Alto Calore S.p.A.. Anche in quella circostanza, l'associazione aveva contestato il mancato adempimento degli investimenti programmati nel quadriennio 2020-2023, inclusi circa 20 milioni di euro provenienti da finanziamenti pubblici.
Il modello contestato
Secondo l'associazione, si starebbe consolidando un modello in cui i rincari tariffari vengono impiegati per ripianare passività e costi gestionali pregressi anziché per l'ammodernamento infrastrutturale delle reti. "È un errore gravissimo, lo abbiamo già detto per Alto Calore e lo ribadiamo per I.T.L.: usare le risorse solo per coprire la gestione, senza intervenire sulle infrastrutture, significa condannare interi territori a interruzioni, perdite e disservizi" ha ammonito Berritto.
I profili giuridici della diffida
I dettagli tecnici e normativi alla base del ricorso ad Arera sono stati delineati dall'avvocato Felice Petillo di Federconsumatori, curatore dell'atto: "La richiesta di controllo ad Arera nasce dalla semplice verifica dell'applicazione delle regole previste dal vigente metodo tariffario, che prevede costi operativi – di mera gestione e non ricollegati ad investimenti – tendenzialmente decrescenti e sottoposti a rigidi controlli. Confidiamo nell'avvio del procedimento da parte dell'Autorità, sede nella quale potremo svolgere le nostre osservazioni. In sua mancanza, ci riserviamo ogni ulteriore azione giudiziale".
Assistenza ai cittadini e monitoraggio
In attesa dei riscontri da parte dell'Autorità di regolazione, Federconsumatori Campania e i comitati civici hanno invitato la cittadinanza a monitorare con attenzione le fatturazioni in arrivo per verificare la corretta applicazione delle tariffe e a segnalare eventuali difformità agli sportelli territoriali dell'associazione, dove verrà garantito supporto informativo e legale.