Camera ardente di don Mazzi aperta a Casa Exodus: l’ultimo saluto a Milano

Scritto il 01/08/2026
da agi

AGI - La camera ardente di don Antonio Mazzi ha aperto nel primo pomeriggio negli spazi della mensa della Fondazione Casa Exodus a Milano, un ambiente semplice e accogliente, proprio come lui aveva sempre voluto. Le prime persone sono arrivate in silenzio, molte con gli occhi lucidi, altre con un sorriso riconoscente.

Presenti il vicepresidente della Fondazione Franco Taverna e l’assessore comunale Marco Granelli, mentre il sindaco Giuseppe Sala sarà ai funerali del 3 agosto nella Basilica di Sant’Ambrogio.

Attorno al feretro, fiori bianchi e rossi e le corone della Nazionale italiana magistrati e di Albano Carrisi. Ai lati, i gonfaloni del Comune di Milano, della Città Metropolitana e della Regione Lombardia.

L'allestimento e i simboli d'addio

Il corpo del fondatore della comunità che da oltre 40 anni, nel cuore del Parco Lambro e con "case" in varie parti d'Italia, aiuta giovani fragili, riposa nello spazio accogliente ma semplice della mensa della fondazione.

Intorno al feretro sono stati sistemati fiori bianchi e rossi e corone donate dalla Nazionale italiana magistrati e da Al Bano Carrisi. Di fianco sono stati posizionati i gonfaloni del Comune di Milano, della Città Metropolitana e di Regione Lombardia. Alle spalle svetta una grande foto di don Mazzi, il suo volto sorridente, gli occhi rivolti al cielo e un suo messaggio: "I sogni sono sempre giovani".

Alcuni simboli adornano la bara e lo ricordano: un paio di sandali simbolo dell'esperienza di Exodus in Africa e in America Latina, la sua Bibbia aperta sulla pagina della Pentecoste, un bastone da viandante. Don Antonio, invece, appare avvolto in un sudario che riporta le firme di tutti gli educatori della comunità.